venerdì 30 dicembre 2011

Max 13:21

"Ciao, ti auguro tante belle cose. E questo é un Ciao, non un Addio" (e nemmeno un Ciao dentro ad un Asino).
La scuola é finita e saluti con un magone epocale la tua compagna di banco con l'apparecchio ai denti ed i primi baffi prepuberali. Te la ricorderai con i pezzi di frittata ai piselli della mensa incastrati tra i brackets metallici e per la sua insana cotta per il cantante dei The Calling. Tra tre mesi andrai alle superiori e forse nemmeno te la ricorderai.

"Ciao e, mi raccomando, teniamoci in contatto! Forse, magari, faremo l'università insieme."
O forse no, perché tu all'università ci sei andata, mentre lei, che ti é sempre stata sui coglioni per quel mix di infinita tamarraggine ed idee postcomuniste trasmessele dai genitori calabresi, è finita a fare la commessa in un negozio di intimo.

"Finalmente é finita! Dai, quando ci vediamo per un pranzo tutte insieme?"
Beh, ci siamo viste. Tu hai fatto uscire un essere ululante dalle parti basse, concepito insieme a quello che, una settimana prima di sapere di averti ingravidata, ti ha lasciata a casa per uscire con una tardona. Ora siete una famiglia felice. O presunta tale. Ma lasciati dire una cosa: tuo figlio é oggettivamente bruttarello e non vedo perché dovresti mostrarlo a tutti su Facebook.

"Quando vorrai, io sono qui."
Così concludevi l'ultima e-mail scritta ad una tua ex-compagna delle superiori che ti ha appena rivelato di aver da poco scoperto di avere la sclerosi multipla. Non la senti ormai da più di un anno e mezzo.

Ciao.
Questo é il mio nuovo blog.
Il primo verrà soppresso a breve.
Gli ho detto Ciao e lui mi ha guardato con gli occhi di chi sa che questo non è un Ciao.
Questo é un Booster.


sabato 24 dicembre 2011

Walter 26:31

Lui c'é sempre stato.
Anche quando ti sei presa la prima cotta mai corrisposta. Il suo nome ancora te lo ricordi. Dannato Luke Perry!
C'era anche quando il tuo Disgraziato ha iniziato a corteggiarti. Un anno e mezzo prima di mettervi insieme.
C'era e c'é.
Tra gli abbracci che vi scambiate ogni sera sul divano. Tu e la gatta. Mentre il Disgraziato guarda in streaming una partita di basket del campionato armeno.
C'é nella lavastoviglie che perde acqua e negli stracci che hai recuperato in fretta e furia dal bagno per tamponare la perdita. Mentre il tuo amato sta comodamente seduto sulla tazza a leggere l'ultimo numero di una rivista da nerd.
C'é negli sfottò velati che invii alla sua ex-ragazza su twitter. Sei infantile e lo sai. Ma cazzo, é identica a Bruno dei Fichi d'India e vota PD.
Un po' se lo merita.

martedì 20 dicembre 2011

Isaia 13:22

Lui c'é nelle due bottigliette vuote che il tuo ragazzo voleva riempire al distributore d'acqua dell'hotel per la notte. Quando é tornato da te in camera le bottigliette non erano più vuote ma contenevano ben due cubetti di ghiaccio.
C'è nell'orripilante quadro di un'artista bergamasca piazzato da un non più sano di mente interior designer nella vostra stanza dell'hotel. Roba da perdere il sonno.


Lui c'è negli impianti evidentemente a norma della France Telecom.


Lui c'é nella bottiglia d'acqua che due ragazze francesi vi hanno rubato con grazia dal tavolo durante il pranzo buffet vegetariano provenzale ad Aix-en-Provence.


Lui c'é nella voce dell'ascensore che vi saluta con un robotico "Buona serata, non autorizzati!".
C'é nella pubbilicità delle Galeries Lafayette con Iggy Pop.
Lui c'é nel mercato del pesce al Vieux Port, quello di fianco alla tardona con i brillantini sulle labbra che canta Edith Piaf.
Lui é con te mentre arranchi sulla collina di Notre Dame de la Garde. Hai venticinque anni ma te ne senti almeno cinquantacinque.


Lui é con la coppia di bergamaschi partiti con il vostro stesso aereo. Litigavano in attesa di salire sul bolide Ryanair ad Orio al Serio e si scannavano in attesa dell'apertura del gate a Marsiglia.
L'amore é importante.
Questo é quel che diceva Lui.
 

mercoledì 14 dicembre 2011

Genesi 7:19

Lui non c'é.
Sono rare le occasioni in cui Lui ti fa mancare la sua presenza onnipotente, ma può succedere che si
rifiuti di assisterti su un volo Ryanair per Marsiglia stipato all'inverosimile di veneti.
Lui non c'é nel sedile del veneto seduto davanti a te ed al tuo ragazzo che continua a scattare fotografie nonostante le ripetute richieste di Marina, l'hostess più brutta di sempre.
Lui non c'é nel gruppetto di Treviso seduto in fianco a te sull'autobus per l'hotel.
Non c'é nel trevigiano che canta con improbabile accento napoletano "Marsiglia è mille culure..".
Non c'é nel trevigiano che racconta ai suoi amici trevigiani di un'altro suo amico trevigiano rimasto sconvolto dalla brutalità della periferia milanese (la ormai leggendaria Barona).  E tu che da sei anni ci lavori ti chiedi come hai fatto ad uscirne illesa più e più volte.
Non c'é nell'esclamazione stupita della trevigiana, moglie di trevigiano, che -guardando un palazzo della periferia di Marsiglia con un'evidente crepa- ha sentenziato "Ma é un disegno!".
Non c'é nelle mani della vecchia veneta che, appena entrata all'Holiday Inn, si é fiondata sul cestino di caramelle della reception mentre noi stavamo facendo ancora il check-in.
In certe situazioni Lui non c'é e mai ci sarà.

martedì 6 dicembre 2011

Giovanni 55:57

Lui arriva a te nei modi più impensabili.
Attraverso le mani gelide del tuo fidanzato che si ostina a toccarti nonostante il colore plumbeo delle sue dita. Mettiti dei guanti o non faremo mai più sesso.
Con l'incessante miagolio di Priscilla alle quattro di mattina. Ora, la tua bella gattina ha anche un cognome. Priscilla Di Merda.
Con le dimenticanze del tuo disgraziato fidanzato. Si é offerto di portare al pranzo di Natale una torta salata cucinata da te. Senza dirtelo, ovviamente.
Perché Lui é l'onnipotente.
Solo un po' meno della Finanza.

venerdì 2 dicembre 2011

Luca 11:17

Lui c'é.
In ogni sorriso scambiato tra sconosciuti per strada accompagnato da una leggera flessione del capo.
In tutte le manifestazioni d'affetto dei ragazzini che stazionano ai lati del Duomo di Milano. In ogni mano sul culo, in ogni limone.
Negli occhi della tua gattina che ti supplicano di farla uscire dal wc lasciato aperto dal tuo incauto fidanzato, nonostante tu lo abbia quasi implorato di abbassare la tavoletta più e più volte.
Lui é anche nei tasti della cappa d'aspirazione della cucina che, sempre il tuo adorato fidanzato, ha deciso di distruggere la prima mattina di dicembre.
E' nell'antistaminico che il tuo medico ti ha prescritto per un raffreddore da lui scambiato per reazione allergica. Il raffreddore ti é passato ma tu continui a prendere la pillolina la sera perché ti fa dormire come se non ci fosse un domani.
Il Signore é in tutti gli idiomi. Nell' italiano, francese, inglese, turco, mandarino ed quelle lingue strane parlate sotto al Po. Ma non nel veneto.
Lui ripudia quelle erre monche, quella cadenza letanica e quelle patologiche vocali che nemmeno i migliori logopedisti potrebbero guarire.
Il Signore odia i veneti.

Sì, ok ed anche i bergamaschi.

lunedì 21 novembre 2011

Matteo 15:23

Le vie del Signore sono infinite.
Lui arriva a te anche solo tramite un gesto di pace scambiato prima dell'eucarestia durante messa delle 10.00 a.m. la domenica mattina.
O tramite il sorriso di un bambino incrociato per strada mentre ingurgita avidamente un quintale di zucchero filato potenzialmente cariogeno compratogli dalla nonna, noncurante dei dictat imposti dalla madre del pargolo.
O con il calore della tua amata che ti stringe durante una nebbiosa e gelida giornata briantea. I tuoi occhi trasudano amore. I suoi una congestione imminente con tanto di attacco di dissenteria acuta.
Il Signore è anche nelle affettuose parole di tua Madre che ti intima di coprirti per ripararti dal gelo, mentre ti chiedi se sia possibile indossare un altro Napapijri sopra il tuo Napapijri senza sembrare la sorella obesa dell'omino Michelin (la risposta è no).
Lui è anche nel tuo bucato che sembra non voler asciugare, nell'acqua e menta tirata dal tuo adoratissimo fidanzato sul divano e nel muco che ti intasa il naso.
Il Signore c'è.
Anche qui. In questo blog nuovo di zecca che puzza tanto di muffa.
Sapete com'è, c'è tanta umidità da queste parti.
E voi puzzate sempre come dei gatti rognosi bagnati.