domenica 2 dicembre 2012

Dieci buoni motivi per non scrivere un post

Perchè, si sa, noi giovani d'oggi, dediti alla droga ed al sesso non protetto con sconosciuti conosciuti su Youporn, buttiamo via la nostra vita davanti al computer che ci frigge il cervello fino a farci diventare igienisti dentali.

 
10- Cercarsi una casa, accendere un mutuo, scegliere i mobili e decidere di morire sepolti dai debiti. Il tutto possibilmente senza uscire dall'Ikea.



9- Fingersi interessati agli interminabili discorsi di tuo suocero sul tasso del tuo muto (sì, quello che ti seppellirà ancora piena di debiti), pensando solo a quanto vorresti essere sempre più vicina alla morte.
 

8- Fingersi interessati a questa querelle delle primarie del Pd, immanginando quanto però sarebbe figo essere governati da quei nazisti che fondarono la Volkswagen.


7- Aspettare con trepidazione la puntata di finemetàterzastagione di The Walking Dead e guardarsi nel frattempo tutti i film sugli zombie mai partoriti dalla cinematografia moderna. Se dovessero arrivare, almeno sarai preparata.


6- Collezionare tazze spendendo quei soldi che non hai. Ma la fine del mondo è vicina, dico bene?


5- Fare con cura la raccolta differenziata, attenendosi ad ogni singolo dettame elencato su quel foglio mianccioso appeso al frigorifero arrivato a casa con la TARSU. Mentre il tuo vicino di casa squisitamente meridionale abbandona per settimane i sacchi della spazzatura nel suo cortile, proprio sotto alla tua finestra.


4- Cercare di capire cosa diavolo sta combinando l'altro tuo vicino di casa che da tre sere sembra martellare ininterrottamente per quarantacinque minuti l'unico muro confinante tra i vostri appartamenti. E scoprire, dopo avergli suonato e chiesto garbatamente cosa diavolo stesse facendo, che lui si deve allenare per tre sere alla settimana vestito con solo una canotta ed un'imbarazzante fascia sugli addominali. Il tutto immaginando che anche lo spostare i mobili alle due di notte faccia parte del suo programma di allenamento.
3- Aspettare che i cardi arrivino finalmente alla giusta cottura.


2- Andare alla Fiera dell'Artigianato con i tuoi suoceri e scoprire che gli zombie sono già tra di noi.


1-  Aspettare la morte. Sperando solo che i cardi vengano pronti prima.

venerdì 9 novembre 2012

-apio-

Dopo Splinder, prematuramente soppresso da un branco di nazisti froci amici di Steve Jobs, un altro pezzo della mia -tarda- adolescenza se ne va. E non si sente più Romina (ah-ah-ah). Msn Messenger chiuderà definitivamente i battenti nel prossimo marzo, dopo dodici lunghi anni passati tra battaglie con ICQ e repentini cambi di nome che confondevano i poveri ed ignari utenti, e verrà sostituito da Skype.
Mi mancherà poter chattare senza dover per forza trovarmi costretta a bloccare il suocero ogni qualvolta decido di aprire Skype. Ma, soprattutto, mi mancherà lui.


Ciao Orsetto Ricchione.
Ti ricorderò sempre con grande affetto immaginandoti seduto su una lavatrice in centrifuga. Eri l'anima di Msn Messenger e, senza di te, il mondo sarà un posto ben peggiore dello studio di Generazione X.
Dannato branco di nazisti froci amici di Steve Jobs!

sabato 3 novembre 2012

È un buon giorno per morire!

Quando decidi di fidanzarti (e non parlo di anelli, giuramenti per la vita e sì, io ci sarò per sempre, ora però vai a dare da mangiare al gatto) pensaci bene. Chiedi consigli, informati, stila una dettagliata lista dei pro e dei contro e soprattutto cerca di carpire fin da subito quali sono i difetti di
quello che vorresti fosse la tua dolce metà e che, nel giro di un paio d'anni dal vostro primo trepidante incontro, molto probabilmente si rivelerà semplicemente la peggiore palla al piede della storia.
E parlo per esperienza personale; da quando io e la mia opprimente dolce metà stiamo insieme tutti i miei sogni, la mia felicità e la mia voglia di vivere sono andati a farsi benedire per colpa della sua angosciante passione per i film horror che mi propina in ogni salsa e ad ogni ora del giorno, in
particolare la sera, proprio prima di coricarci.
Io non sono particolarmente impressionabile e mi spavento più facilmente nel vedere una macchia d'umidità sul muro del bagno piuttosto che una vagina dentata od uno schizzoide che uccide tre ignari giovani in un bancomat, quindi potete ben immaginare quale sia la mia reazione ogni volta che il mio amorevole carceriere mi propone la visione dell'ennesimo film di Rob Zombie o di Cinzia TH Torrini. Vi basti sapere che, tendenzialmente, dopo un quarto d'ora (scarso) io sto già dormendo beata e che quindi, ovviamnete, non vedo mai il finale di questi capolavori propinatimi in quel momento della giornata solitamente dedicato al flossing. Se mi avessero dato un centesimo per ogni film che non ho visto finire, probabilmente ora potrei permettermi un bicchierino di plastica dal distributore automatico del caffè.
Ma oggi tutto questo finirà! Sono stanca di non sapere chi è l'assassino dei tre ragazzi rinchiusi nel bancomat della filiale Banco di Lodi di Casatenovo, o chi si nasconde dietro la maschera di Scream o chi diavolo ha toccato la mia nuova Montblanc. Oggi, mentre il mio infettivo fidanzato giace a letto stremato da quella che sembrerebbe un'influenza letale (meglio nota come raffreddore), ho deciso di rivedermi tutti i film che non ho visto finire per poi poterne discutere insieme come due anime unite dagli splatter.


Ok, magari domani.

venerdì 2 novembre 2012

Marrone

Quando qualche settimana -o forse mese- fa vidi delle sovversive ragazzette pre-adolescenti piazzare in bella vista i cd e dvd degli One Direction sui vari scaffali di un noto mediastore della zona, l'unica mia reazione fu quella di riportare tale materiale nella giusta posizione, proprio tra le compilation Fivelandia e la discografia dei Coldplay. Per me l'ordine viene prima di tutto, persino del buonsenso e delle ideologie di quattro mentecatte in leggings.

Quando vidi, un po' per noia ed un po' per lontananza incolmabile dal telecomando, la cerimonia di chiusura degli ultimi giochi olimpici di Londra, rimasi colpita dalla disuamana quantità di schiamazzi innalzatisi quando un tir della Brivio&Viganò ha fatto il suo ingresso nello stadio portandosi dietro i cinque componenti della band One Direction. Avrei voluto tanto cambiare canale ma, per me il telecomando era troppo lontano e la pigrizia viene prima di tutto. Anche di cinque ragazzini che eseguono non propriamente egregiamente il balletto delle vasistas del Signor Sala.

Quando questa sera, un po' per noia ed un po' per digerire quel chilo di caldarroste rimediate fuori dal cimitero nel pomeriggio, ho visto apparire i faccioni simpatici degli One Direction ospiti all'ennesima puntata di X-factor sono rimasta impietrita dalla immane quantità di tweet a loro dedicati.

Ripensandoci ora, a mente fredda ed a stomaco pieno (sempre di castagne si parla), ho finalmente capito che questi One direction sono i nuovi idoli delle ragazzine d'oggi e che io, negli ultimi dodici mesi ho completamente ignorato la cosa, e credo anche di sapere il perchè.
Sono diventata una vecchia.

E le castagne mi fanno scorreggiare un sacco.

martedì 16 ottobre 2012

The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert

Pensavo. E già questo è un'evento, direte voi.
Pensavo che tra qualche mese ci trasferiremo in quella che sarà la nostra (legalmente parlando) prima casa, avremo un mutuo, tante nicchie ed altrettanti anfratti da poterci girare uno di quei film horror che ti piacciono tanto (un ragazzo si nasconde nel sottoscala, quello in fianco al bagno, per sfuggire da un gattino cattivissimo, ma viene comunque trucidamente ucciso dal gattino cattivissimo che lo soffoca premendogli le sue zampine pelose sul naso).
Pensavo che dobbiamo arredare un sacco di stanze, molte più di quelle che avevamo immaginato (rileggi questa frase al singolare per dargli un senso logico) e che se il risultato sarà una merda sarà solo ed esclusivamente colpa tua e di quel poster di Gallinari che appenderai nei sottoscala.
Pensavo alla tua immotivata esaltazione di quando mi hai detto che la cosa che più ti piace della nostra casa è il poter parcheggiare in garage ed entrare in casa senza scendere dall'auto (ignorando probabilmente che la porta del garage non è automatizzata).
Pensavo al gattino cattivissimo che vive con noi (sì, quello che pensi voglia ucciderti nel sonno) ed a tutto lo spazio che avrà a disposizione per correre, saltare e distruggerci i mobili.
Pensavo che, anche se faremo fatica e non potremo avere subito la nostra sala cinema,  il tavolone in giardino (scordati il canestro da basket) e tutti quei suppellettili alla "Vivere Country", le cose stanno finalmente andando nel verso giusto.

 
E solo con queste porte potranno andare ancora meglio.

lunedì 17 settembre 2012

Mi piace prendermi cura di me stessa

Ho scritto il mio ultimo post qui lo stesso giorno in cui è scaduta la panna fresca che ho tolto dal frigorifero appena prima di cena. Non voglio però allarmarvi sulla genuinità di questo blog che, fino a prova contraria, non è andato a male.
Credo.

martedì 28 agosto 2012

"Where there's smoke, there's a Pussy on fire."

L'evento più memorabile degli ultimi sette giorni è stata la mia indomita decisione di salvare ed archiviare tutte quelle cose inutilizzate che giacciono sul mio anziano notebook ormai da tempo immemore.
Divertimento è il mio secondo nome.
Vi parlerei per ore dello sconcerto che ho provato nello scoprire di aver conservato fino ad oggi la mia collezione di kaoani, risalente al 1998, che mi fece buttare giorni interi nel forsennato copia e incolla di stupide emoticon nipponiche*, ma non lo farò.
Il vero motivo che mi ha spinto a condividere su questo blog il fantastico racconto di un altrettanto fantastico giorno di fine estate è questo:


Il giovane che vedete nella foto era il mio compagno. Quello con cui condividevo la passione per l'ozio, per il cibo spazzatura e l'umorismo di bassa lega. Mi piace pensare che, insieme, avremmo potuto diventare i nuovi Fichi d'India, solo un po' più brutti e razzisti. Lui era quello che, alcune persone definirebbero "l'altro pezzo del mio puzzle".
Era, appunto. Perchè ormai quella persona non c'è più. Non è più accanto a me.
Il fato ha voluto che la sua parte migliore non fosse più degna di questa terra e se l'è portata via con il vento.
Il posto di quel giovane e insicuro ragazzo ora è occupato da un'altro. Un uomo che non ha paura di mostrarsi per quello che è realmente.

[inserisci qui l'immagine di un pelato]

* 1998-2012. Quasi quindici anni di kaoani da scovare prima del termine delle ferie.

venerdì 27 luglio 2012

"Se il mondo finirà davvero a dicembre 2012, almeno sarò sposata!"

Avrei un sacco di cose da raccontarvi.
Del tipo che, dopo un'ormai collaudata convivenza fatta di reciproca sopportazione (più mia, a dire il vero) ed una collezione di tazze sempre più importante ed ingombrante (l'obiettivo di oggi sono le tazze verdi shabby chic viste alla Fillegno), io e la mia diciamo simpatica metà stiamo facendo il passo più lungo della gamba e cercando casa.
Da comprare. Mutuo. Ahah, che ridere.
Ma non scendiamo nei dettagli  perchè non è carino prendere in giro i disabili, soprattutto quelli che lavorano per Tecnocasa ed abusano dei termini "locale jolly" e "classe energetica".
La ricerca è ancora lunga e per noi, ormai abili speculatori immobiliari forgiati da anni ed anni di programmi con Paola Marella, la compravendita di immobili non ha più segreti. Siamo scaltri come faine, furbi come volpi e abili conoscitori della trama di Dawson's Creek.
Quindi, come diceva la Victoria Cabello ai tempi di Select, stay tuned che ne vedrete delle belle. E magari anche un po' porche.

lunedì 9 luglio 2012

Io ero Johnny Marr

Ai miei tempi, l'oratorio feriale costava 40000 alla settimana. Si finiva la scuola e, dopo un solo weekend, si doveva andare all'oratorio. Nel prezzo erano inclusi due ghiaccioli a settimana (il martedì ed il giovedì) ed i cappellini dozzinali blu, verdi, gialli e rossi, proprio come i colori delle squadre in cui ci dividevano il primo giorno. Io finivo sempre nella squadra più scarsa.
Le gite, due in piscina e due solitamente in montagna, erano escluse.
Ho tanti ricordi di quel periodo. La bambina che indossava solo le magliette con la faccia Aaron Carter.
L'animatrice con la foto di Samuele Bersani nel portafoglio.
La ragazza che raccoglieva gli stecchini dei ghiaccioli per costruirci delle casette.
I giochi di squadra sotto il sole cocente.
I tramezzini di pane bianco e sottiletta che mi portavo nello zainetto bordeaux durante le gite. E le cipster. La mia dieta era alquanto discutibile, lo so.
I corsi di ricamo ed i tornei di biliardino durante le giornate uggiose.
La caccia al tesoro, sempre palesemente truccata, dell'ultimo giorno di oratorio feriale per le strade del paese.
Tutti ricordi affiorati dopo aver intravisto dei ragazzi rinchiusi nell'oratorio costretti a giocare nel cortile di cemento con dell'improponibile musica dance anni novanta in sottofondo.

Io detestavo l'oratorio feriale. Odiavo i giochi di squadra, il sole mi faceva sanguinare il naso, i cappellini mi andavano sempre larghi e non beccavo mai il ghiacciolo viola. Ed ero sempre nella squadra più scarsa.

lunedì 25 giugno 2012

How To- Write a Love Letter nr.2

L'amore è una cosa meravigliosa. Quando arriva ti sconvolge la vita, ti turba, ti rende capace di cose inimmaginabili. Come abbandonarsi ad effusioni un po' troppo spinte nel parcheggio di un cimitero in pieno giorno, o progettare una breve fuga a Venezia con un ragazzo appena conosciuto o pulire i residui dei fluidi corporali -sempre di quel ragazzo- dalla tavoletta del Wc.
L'amore è una cosa meravigliosa ma, la vita, spesso, è una merda.

Nello scorso post avevamo iniziato un corso intensivo sulla scrittura di lettere d'amore. Sempre ammesso che tra di voi ci sia qualcuno in grado di scrivere (e ho i miei dubbi).
Dopo aver analizzato il come scrivere un messaggio d'amore, oggi ci concentreremo su cosa scrivere in una lettera per la vostra bella. Sempre ammesso che tra di voi ci sia qualcuno emotivamente in grado di avere una relazione sentimentale (ed anche in questo caso, ho i miei dubbi). Per rendere meglio comprensibili le mie teorie, vi mostrerò degli esempi esplicativi.

Una giovane donna, che Britney definirebbe not a girl not yet a woman, scrive al ragazzo di cui si è innamorata durante una vacanza studio in una città dell'Irlanda, lasciandosi andare a pensieri profondi. Del tipo:
"Io sono in un albergo del nord della Francia [...] il cibo è persino peggiore di
quello irlandese!"

Dopo una pagina riempita con pensieri evitabili, la simpatica giovane propone al suo bell'innamorato di vedersi ad un imminente concerto molto punk a Bologna:
"Ho sentito che il 4 settembre a Bologna ci sarà un festival al quale parteciperanno gli OFFSPRING e i PUNKREAS (ndr. e sticazzi) [...] potremmo cercare di organizzarci e vederci tutti lì!"
Seguono ulteriori frasi senza senso e si arriva al momento che tutti aspettavamo: la bella lascia intendere che, se non ci fossero stati alcuni imprevisti, probabilmente, quella sera irlandese, lei si sarebbe concessa a lui:
"Forse, se non foste venuti a dormire da noi e non vi avesse beccato lì la vecchia, o e non avessi dormito con Sarita, non sarebbe andata così..."
Forse, se non ti fossi fatta un suo amico...
Gli errori della giovane sono palesi: oltre ad aver scritto un sacco di amenità su un foglio di quadernone (inclusa quella frase in cui disprezza la cucina francese), ha lasciato credere al povero pirlotto che l'ha vista limonare duro con un suo amico, di aver un debole per lui che -nel frattempo- ha valutato seriamente la possibilità di cambiare sponda in quanto fortemente deluso dal genere femminile.
E, dai, parlare dei Punkreas in una lettera d'amore è come raccontare delle proprie funzioni corporali durante lo scambio di promesse durante un matrimonio.

Una non più giovane donna, che Britney definirebbe una simpatica tardona, scrive una simpatica cartolina al ragazzo di cui si è invaghita durante una festa estiva.


Gli errori della simpatica tardona sono innumerevoli: oltre al saluto "Hola" per il quale meriterebbe la morte immediata per impiccagione, la cartolina è il palese esempio di come spesso, in preda ai fumi dell'alcool, ci si concede a persone con cui, normalmente, non si scambierebbero più di due battute. E a cui non si dovrebbero scrivere cartoline d'amore (andando a ripescare su Facebook l'indirizzo dell'ignaro ragazzo che vorrebbe semplicemente lasciarti perdere e dedicarsi al rutto libero
davanti alla partita in tv).

Una ragazza, che Britney definirebbe Gianni Bugno, scrive al ragazzo che per tre settimane ha condiviso con lei momenti memorabili. Per meglio farvi comprendere cosa non si deve assolutamente scrivere in una lettera d'amore, vi riporterò fedelmente alcuni dei passaggi più salienti dell'epistola in questione.


Caro Pietro,
(mamma mia, ho già perso 10 minuti per decidere se caro o ciao.. sarà l'ora, sarà la
lettera un po' speciale) (ndr. CORKY!!!)[...]Ho pensato un casino a quello che fù, che poteva essere, com'è andata la fine -sono tutti spezzoni, flash... e paranoie per due mesi e più.[...]
Mi piacerebbe ora prendere treni, arrivare da te e cercare una strada, incontrarsi lì di nuovo sotto la luce di un lampione (ndr. ma non basterebbe incontrarsi in stazione? e perchè un lampione?). La verità è che spessissimo ho pensato e penso di essermi lasciata scappare via senza farci nulla la persona con cui vorrei starci tanto e tanto tempo e parlando e camminando con la mano che muore nell'altra (e i nostri palmi che non si toccano); forse quella persona speciale (ndr. CORKY!!!) che se non fosse un termine usato e strausato e banalizzato definirebbero "l'altro pezzo del tuo puzzle" (ndr. un puzzle da due pezzi?).
Perchè davvero mi è capitato di dire vedendoti "è lui!"
(ndr. CORKY???). Vedi, non voglio fare casino su di un ricordo, solo offuscandolo di più, forse farti capire quello che mi si infrange ora al lume di torcia e quello che per paura di affezionarmi non ho detto. [...]


 Il fatto che una possa perderci la testa per una sera con un ragazzo più piccolo di lei ed altri utilissimi pareri femminili, ragazze innominabili che non hanno idea di cosa sia un ragazzo che esce fuori da tutti gli schemi pretracciati (ndr. stiamo evidentemente parlando di gocce di pipì sulla tavoletta del wc, vero?). Perchè quando qualcuno si è affezionato a qualcun altro ma sul serio e (ahimè) pensa che sia la persona più speciale (ndr. CORKY!!!) che abbia incontrato e (ahimè!!) pensa perfino che forse non capita tutti i giorni questo, ma è qualcosa di più di stare fra un HIC et un NUNC senza avere le palle quadre di far seguire ai sogni gli atti, beh, di tutto il resto se ne frega.


Se questi rimangono pensieri solo miei, allora mi scuso per averti scritto e fatto leggere qualcosa di così fragile (ndr. la tua grammatica?) e che presto sarà messo da parte. Mi dispiace, ancora una cosa che non ti ho detto , per averti fatto stare male poi l'ultimo giorno al check-in e sull'aereo; mi sono persin detta che forse avrei fatto meglio a non iniziare. Ma per fortuna non c'è ancora nessuno capace di uccidere i sogni altrui (ndr. ed invece quel qualcuno c'è e si chiama Guardia di Finanza)! Se anche a te questi pensieri sfiorano e pungono come ortiche, sappi che ancora una volta come già fù, non sei solo.

Gianni Bugno

Buona Notte.
Sappi che quando tu mi hai detto: "non mi era mai capitato prima di innamorarmi così"
(ndr. l'ha detto anche a me e pure al suo nuovo notebook) e non hai ricevuto risposta, ancora una volta, non eri il solo a pensarlo.

Come si evince dalla struggente lettera della Gianni Bugno, la grammaica ed il pensiero logico non erano il suo forte. Ma, se potessi parlarle oggi, dopo due anni e mezzo insieme a quel ragazzo che lei credeva fosse l'altro pezzo del suo puzzle a due pezzi, le direi quello che l'altra metà del puzzle non riuscì a scriverle nella sua lettera di risposta, tra una foto dell'album dei Blink 182 ed un Hasta la victoria, siempre!:
Gianni, sei stata fortunata, credimi.

venerdì 22 giugno 2012

How To- Write a Love Letter

Ragazzi.
Sì, dico a Voi, impegnati nel vostro primo esame di maturità col pensiero rivolto alle vacanze. Voi, che probabilmente inizierete l'università a settembre sperando di costruirvi un futuro sereno. Voi, innamorati da tempo della vostra compagna di classe figa, che però non vi degna di uno sguardo perchè troppo impegnata con quello studente di Ingegneria incapace di trovarsi una fidanzata sua coetanea.
Sì, dico a Voi.
Non preoccupatevi troppo per quel temutissimo esame che dovrebbe rendervi finalmente adulti. Quando finirà tutto voi sarete ancora stupidi e probabilmente d nuovo in quinta superiore, ma non con la vostra compagna figa che, facendo gli occhi dolci ai membri della commissione, è riuscita a guadagnarsi un non così misero 60/100. L'esame di maturità non vi cambierà la vita ma questo post sì.
Sembrerò un po'presuntuosa, lo so, ma credo che potrebbe esservi ben più di aiuto imparare a scrivere una lettera d'amore piuttosto che ricordarvi i problemi derivanti da errati rapporti occulsali. A meno che non vogliate lavorare in campo odontoiatrico, ed a quel punto nessuna delle due cose potrebbe esservi utile. A dire il vero, anche saper scrivere in corsivo potrebbe non servirvi, se deciderete di fare il dentista.
Se volete fare breccia nel cuore di quella figa fidanzata con l'aspirante magazziniere dell'Esselunga o magari cercarvi anche solo una ragazza che non svenga quando vi togliete i calzini di spugna bianchi, siete nel posto giusto.
Se siete solo interessati a trovarvi una giovane (possibilmente di sesso femminile) con cui infrattarvi in quel parcheggio di Montevecchia alta, beh, anche in quel caso questo post fa per voi.
Se, invece, volete del Parmigiano Reggiano al sapore di succo d'arancia, allora la vostra meta deve essere il frigorifero dei miei suoceri.
Quindi, preparate il mouse ed allenatevi con il copia/incolla, perchè inizia "How To- Write a Love Letter".

La prima volta che lessi un messaggio d'amore ne restai turbata.
Il messaggio, passatomi da una mia compagna di classe, era scritto a matita su uno scampolo di foglio strappato da un quadernone a righe e recitava all'incirca così:
"Vuoi metterti con me? Rispondimi tramite il Walkie-Talkie*."
La proposta, ovviamente, non era rivolta a me, ma alla mia compagna di classe che per qualche mese fece coppia fissa con quel ragazzino. Eravamo in prima media e si lasciarono senza mia andare oltre la stretta di mano.
Ci vollero ancora dei mesi ed un improvviso sviluppo del mio petto, prima di poter finalmente ricevere dei messaggi d'amore, intrisi di errori grammaticali, ormoni ed improponibili TVB.
Oggi, dopo anni di fidanzati sbagliati, belli, brutti, simpatici, nerd e bergamaschi, posso affermare con certezza che, seppur in modo diverso, le lettere d'amore sono sempre pregne di quelle esasperanti reminiscenze d'adolescenza appena elencate.
Quindi, prima cosa da fare se non volete passare per ignoranti agli occhi della vostra bella, utilizzate un correttore di bozze. Va benissimo quello di Word o di un qualsiasi programma di scrittura o, ancora meglio, potreste servirvi di vostra sorella minore che frequenta le elementari. Utilizzate anche il dizionario dei Sinonimi ed aggiungente sempre aggettivi mirabolanti, stupefacenti e un po'sorprendenti. Ovviamente a sproposito.
Non affibbiate epiteti affettuosi a quella che non è la vostra lei. Sarebbe come andare ad abbracciare il Papa durante l'Angelus domenicale: decisamente fuori luogo e potenzialmente letale per la vostra vita (amorosa e non).
Evitate ogni abbreviazione da sms, incluso il terrificante "TVB". "Ti voglio bene" suona meglio, e non vi farà piangere quando tra vent'anni rileggerete queste vostre epistole.
Proprio come le abbreviazioni, le emoticon non andrebbero mai e poi mai utilizzate al di fuori di MSN e non sono tollerabili nemmeno negli sms scritti da persone al di sopra dei dodici anni, figuriamoci in una lettera d'amore, magari scritta a mano. Per una cosa del genere dovrebbe esserci l'arresto per terrorismo come successe ad Ali Agca quando cercò di esternare il proprio supporto al pontefice dell'epoca.
Non affibbiate epiteti affettuosi a quella che non è la vostra lei. Sarebbe come andare ad abbracciare il Papa durante l'Angelus domenicale: decisamente fuori luogo e potenzialmente letale per la vostra vita (amorosa e non).
Se la vostra calligrafia non è propriamente leggibile (e parlo del 90% della popolazione maschile) e addirittura vostra madre vi compra delle canottiere di pizzo bianche invece delle caramelle al mentolo che le avevate segnato sulla lista della spesa, allora è bene evitare di cimentarsi con carta e penna e lasciar fare al computer. Già che ci siete, evitate di scrivere frasi con colori diversi, di firmarvi con la penna glitterata e disegnare un artistico ritratto della vostra lei sul retro del foglio. Queste cose hanno successo solo nei film e sappiamo bene che quando alle elementari vi chiesero di fare un ritratto del vostro attore preferito, voi avete ritratto Brad Pitt con un'inquietantissima somiglianza con Johnny Bua, l'agente immobiliare.
Per quel che mi riguarda, sono contraria all'utilizzo di carta da lettere e bigliettini prestampati. A dire il vero, posso tollerare una carta da lettera piuttosto neutra, senza particolari disegni o filigrane floreali e biglietti prestampati solo in determinate ricorrenze. Eviterei come la peste quelle buste con la stampa della Sirenetta di vostra sorella. I fogli bianchi e l'inchiostro nero restano la scelta migliore (evito di raccomandarvi penne a sfera e stilografiche per evitare di sembrare una feticista. Ma sappiate che il tratto di una Montblanc mi farebbe cadere letteralmente ai vostri piedi).
Bene.
Oggi ci siamo occupati della forma, nel prossimo post (sperateci) parleremo dei contenuti e di come farvi sembrare un po'meglio di quello che in realtà siete.
Come compito per la prossima settimana dovrete trovare gli errori in questa magnifica lettera d'amore trovata per sbaglio in un cassetto della cameretta del mio caro compagno, mentre cercavo dei contraccettivi probabilmente scaduti. Ma questa, è un'altra storia.


 
Sempre vostra, con affettuoso disprezzo.

Funku

P.S.: evitate i post scriptum. Se quel che scrivete dopo la firma non è importante, quindi evitabile.
P.P.S.: evitate i post scriptum ironici. Non tutti possono essere simpatici e resta valida la regola del quel che si scrive dopo la firma è evitabile.

* In realtà non si trattava di un Walkie-Talkie vero e proprio, ma di un mini-registratore vocale molto in voga in quell'anno. Se doveste ricordarvi il nome di quell'aggeggio, per favore, ditemelo o questa notte non dormirò.

martedì 12 giugno 2012

E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...

Ricordo le domeniche passate all'oratorio, divise tra la Suora Superiora dormiente durante l'ora del catchismo e le partite a Palla Quattro Basi (la versione trucida del baseball americano).
Ricordo quando Madre mi dava quelle tanto sospirate duemila lire, un capitale per una bambina di otto anni. Con duecentocinquanta lire potevi comprarti i chupa chups di Beverly Hills -quelli rossi con la cicca all'interno e la scritta "Non hai vinto" sull'involucro. Il ghiacciolo veniva cinquecento lire, compreso quello viola, il più raro ed agognato con il suo sapore indefinibile di, beh, ghiacciolo viola. Le cicche rosa con le figurine dei calciatori venivano cento lire l'una. Erano talmente dure e nauseabonde che, se non ci fossero state le figurine dei fratelli Filippini con la maglia del Brescia, oggi avrei un sacco di soldi. L'album, nonostante i soldi spesi e gli scambi con i compagni di scuola, non l'ho mai finito. Però lo custodisco ancora tra i libri ed il diario dei ricordi disegnato dai miei compagni di quando andavo alle elementari. Le lattine di Coca-Cola, se non sbaglio, costavano mille lire. Così come gran parte dei gelati, Cremino e Biscotto inclusi. Per il Calippo, invece, bastavano ottocento lire.
Le caramelle sfuse, una manna per i dentisti, variavano dalle cento lire dei ciucci alla colla, fino ad arrivare alle duecento dei mega marshmallow rosa e bianchi. Per un periodo fui assoldata come bartender dell'oratorio femminile: facevo la spavada dietro al bancone con le scatole trasparenti delle caramelle e mi sentivo importante nel dover badare ai soldi. Ma, la cosa che più mi gratificava, era la gestione delle palle - Super Tele e non- da distribuire alle mie coetanee per giocare a Palla Prigioniera o a Pallavolo (la versione soft di Mila e Shiro).
La domenica sera, quando rientravo a casa, e dopo aver raccontato ai miei genitori delle mie scorribande all'oratorio, mi sedevo sul pavimento della mia stanzetta e contavo i soldi avanzati dalla giornata trasferendoli dal mio portamonete da polso blu al mio portafoglio in alcantara verde. Ovviamente senza mai dimenticarmi di aggiornare l'estratto conto dei risparmi scritto con la mia SuperB blu su un foglietto azzurro che tenevo ripiegato in una delle tasche interne del mio portafoglio in alcantara verde.Con quei soldi mi comprai Barbie Sirenetta, che per qualche anno fece compagnia a Barbie Senza Collo, Barbie Snodata con la peste bubbonica, Barbie Lesbicona e Barbie Paraplegica con le ginocchia perennemente piegate.
Ricordo ancora vividamente quelle domeniche all'oratorio, dopo quasi quindici anni. Ma, diamine, non riesco a ricordarmi cosa cazzo ho fatto domenica scorsa.

venerdì 25 maggio 2012

Ossiuri 64:88

Non l'avrai tra i preferiti di WhatsApp, ma Lui c'é.
Nell'aria che respiri, nelle graminacee che t'intasano le vie respiratorie e nella primavera che oggi c'é e domani forse é meglio rintanarsi all'Ikea (ndr con i suoceri).
C'é nei silenzi del tuo fidanzato che, provato dalle innumerevoli allergie (esclusi olmo e candida), ti concede tregua dalle sue petulanti paranoie e dai suoi interessantissimi racconti sulle sue giornate lavorative. Amore é anche saper fingere di ascoltare, ma questa é un'altra storia.
C'é nella piccola sala d'attesa della stazione ferroviaria locale, stipata da poveretti che, proprio come te, attendono invano un treno per Bergamo che probabilmente non arriverà mai causa guasto ad un convoglio precedente. Pioveva a dirotto ed il treno. molto probabilmente, aveva le gomme usurate.
C'é anche in quelle sere in cui decidi goderti il divano, con una coperta addosso e una tazza di the. In quelle sere in cui nulla potrebbe guastare quel clima di pacata beatitudine che ti sei creata, tranne forse il tuo fidanzato che, un po' ipocondriaco e un po' esibizionista, decide di mostrarti il suo sedere dopo che una tua collega vi ha raccontato che i suoi figli potrebbero avere di parassiti intestinali.
Lui c'é. Nei momenti in cui ne hai bisogno, ma anche quando potresti farne a meno.
Come le raccomandazioni di una madre, il bidet e l'assistenza del 187.

sabato 12 maggio 2012

I'm a loser baby, so why don't you kill me?

Se non fosse sabato sera, se non fossi quasi completamente al buio, con la sola luce del portatile che mi illumina la tastiera giusto quel poco per intuire le lettere stampate sui tasti, se non fossi talmente accaldata da pensare seriamente di radermi la testa a zero, se la mia gatta non si sdraiasse a terra continuamente implorandomi con lo sguardo di porgerle la mano sul pancino (per poi mordermi), se non fossi turbata dalla vista dell'unghia nera del dito del piede del mio fidanzato, se non fossi venuta a sapere questa sera della scomparsa della moglie di un mio compagno d'università, se non stessi cercando consigli su forum di giardinaggio come coltivare le fragole in vaso e se la batteria del mio notebook non fosse praticamente quasi scarica probabilmente avrei scritto un post.

giovedì 3 maggio 2012

Bohemian Like You

Quando ero all'asilo, la mia massima aspirazione nella vita era fare la parrucchiera. Forse per i troppi lusinghieri complimenti ricevuti dalle mie amichette per le assurde acconciature che usavo imbastire sulle teste delle mie Barbie, o forse perchè segretamente ammiravo la signora di mezza età del parrucchiere del mio bucolico paese che mi tagliava i capelli attenendosi alla lettera alle mie indicazioni.
I risultati di quegli anni bui pesarono non poco sulle finanze dei miei genitori che dovettero comprarmi una ventina di Barbie (dopo i frequenti lavaggi, i loro capelli si infeltrivano quasi quanto i capelli di Afroman) e pagare la signora che mi acconciava come un fungo. E no, non vedrete mai mie foto perchè, tra cinque o forse dieci anni potrei vergognarmente tanto da pensare di bruciare la casa dei miei genitori in cui sono custoditi i miei album di fotografie.

Alle elementari cambiai idea e decisi che, da grande, avrei fatto l'archeologa dimenticandonomi che qualche anno prima, quando mi portarono al cinema a vedere Indiana Jones e l'ultima crociata, costrinsi la mia famiglia ad uscire dal cinema di Arcore con pianti, urla stranzianti e, probabilmente, turpiloquio mistico. Certo, feci la stessa scena davanti alla proiezione di Un poliziotto a quattro zampe in un cinema all'aperto durante le consuete vacanze al mare nella ridente e simpatica Liguria.
E colgo l'occasione per salutare tutti i cari amici liguri che seguono questo blog. Vorrei riuscire a volervi bene.
Ma torniamo alla mia passione per l'archeologia ed al tema che scrissi in quinta elementare nel quale parlavo della mia volontà di scoprire resti di mammut in Liguria. Ricordo ancora la votazione ma, soprattutto, il commento della maestra Grazia che mi incoraggiava ad intraprendere la professione di becchino dei dinosauri con la frase : "Ti auguro veramente di riuscirci!".

Sono passati quasi quindici anni dal mio esame di quinta elementare che mi vide indiscussa protagonista con la mia tesina sulla Germania (anche se avrei tanto voluto parlare della solare Liguria) e ora sono una professionista dell'igiene orale. Ma, quello che vorrei fare realmente nella vita è riuscire a bere un bicchiere di Martini bianco senza rischiare stramazzare a terra vomitando la bresaola che ho mangiato per cena.

venerdì 27 aprile 2012

Carta Igienica #3- L'enciclopedia medica

Le 100 migliori letture da bagno. Di oggi, domani e probabilmente di sempre. Libri pochi, riviste tante, quotidiani mai perché sono la cosa più scomoda sul wc dopo Dolores O'Riordan che vi canta le sue canzoni in braccio.

L'enciclopedia medica

Noi siamo quello che mangiamo. Quindi, di conseguenza, noi siamo quel che produciamo.
E' ormai noto che la digestione, nella sua ovvia conclusione, rappresenta un'evidente manifestazione del nostro stato di salute e/o malessere.
Se hai il cagotto stai male. Se la tua pupù ha la consistenza di un Cerealix significa che stai molto male. Se è bionda c'è qualcosa che non va. Se è nella norma molto probabilmente stai per morire.
Il bagno è sempre una fonte di preoccupazione per noi ipocondriaci che, preoccupati per la nostra salute intestinale, subito dopo aver espletato le nostre funzioni corporali controlliamo il prodotto e, in caso di anomalia, corriamo subito su Google a cercare rimedi per le peggio malattie di cui siamo convinti di soffrire.
Ok, ora esistono gli smartphone, i netbook ed i tablet ma, già solo tre anni fa l'uso dei motori di ricerca sulla tazza era piuttosto difficoltoso. Ve lo potrà confermare anche il mio simpatico fidanzato che, poco prima di conoscermi e quindi di rinsavire, utilizzava il suo pc seduto su una bella comoda per potersi fare un'autodiagnosi a chilometro zero.
La soluzione più logica era quindi comprarsi una bella enciclopedia medica, preferibilmente il più dettagliata possibile (e magari con un capitolo dedicato alle malattie tropicali), da sfogliare in quei momenti in cui l'aria si fa sempre più pesante.
Ricordo ancora quando mi convinsi di essere affetta da tenia, nonostante la mia pancia dicesse il contrario. O anche quando scambiai un colpo di freddo in gennaio per un'intossicazione alimentare da mitili -che, ovviamente, non ho mai assaggiato in vita mia. Per non parlare poi di quando mi convinsi di avere un tumore al colon, notando delle tracce ematiche in quei cinque giorni del mese.
L'enciclopedia medica è sempre stata una delle mie letture preferite sulla tazza perchè mi permette di capire tutti i segnali che il mio corpo mi manda sottoforma di peti. E di spendere centinaia di euro l'anno per inutili visite mediche.

lunedì 23 aprile 2012

A me piacevano tanto i Boyzone

Ho un timballo al pane guttiau in forno quindi vediamo di fare in fretta con questo post.
Vorrei tanto parlarvi di come, da poco, sono entrata nel mio primo secondo quarto di secolo ma no, che vi importa dei miei acciacchi e del mio nuovo tablet che mi sta portando alla dipendenza da Angry Birds tre anni dopo il mondo intero?
Meglio di no.
L'unica cosa di cui mi preme parlarvi è il silenzio nel cinema.
Volente o nolente, negli ultimi mesi sto guardando un bel po' di film. Un po' di merda e un po' pure peggio. Ma non voglio parlarvi dei film che mi piacciono ma bensì del silenzio.
Il silenzio che racconta, il silenzio che strugge, il silenzio che commuove, il silenzio che vuol dire tutto. Lunghipiani di steppa kazaka, sguardi di amanti che vorrebbero ma non possono, sì, insomma quelle cose lì.
"You say it best when you say nothing at all" diceva il mio amico Ronan Keating, che salutiamo in quanto fedele lettore di questo blog.
Ecco, a me, i silenzi nei film non dicono un cazzo. E lo dico con La solitudine dei numeri primi (due disadattati che avrebbero potuto drogarsi e invece hanno scelto di spararsi nelle ginocchia) in sottofondo e dopo aver visto Into the wild (l'uomo che rifiutò la medicina moderna per lo sterco di cerbiatto).
A me, sti silenzi mi urtano, mi turbano, mi indispongono.
Quasi quanto non superare un livello di Angry Birds.

domenica 8 aprile 2012

Carta Igienica #2- L'anello di Re Salomone (K. Lorenz)

Le 100 migliori letture da bagno. Di oggi, domani e probabilmente di sempre. Libri pochi, riviste tante, quotidiani mai perché sono la cosa più scomoda sul wc dopo Dolores O'Riordan che vi canta le sue canzoni in braccio.

L'anello di Re Salomone

In prima media la mia vita era differente. Avevo tanti amici, miriadi di spasimanti grazie alla mia precoce fioritura e tanti tanti interessi. Quel che mi mancava però era la partita IVA, ma questa, cari miei, é un'altra storia.
In prima media passavo a scuola ben tre pomeriggi a settimana. I miei genitori, noncuranti della mia evidente propensione per la lingua francese -maturata durante le lezioni cantate della maestra Donatella- mi imposero la lingua inglese e quindi, conseguentemente, il tempo prolungato.
In uno di quei lunghissimi pomeriggi, se non erro il mercoledì, ci venne imposto dal corpo docenti di scegliere uno dei tanti laboratori che si erano inventati pur di non dover preparare altre lezioni.C'era il laboratorio di scrittura, che ovviamente non frequentai perchè, diciamocelo, non credo di averne bisogno. C'era quello di pubblicità, scelto solo dalle ragazze che ancora non portavano il reggiseno. C'era anche quello di educazione fisica che scartai a priori; passare le ore ad allenarmi per il test di Cooper non é mai stata tra le mie priorità (e probabilmente mai lo sarà). Scelsi quindi il laboratorio di scienze, tenuto dalla professoressa Paciarotta, una simpatica signora di mezza età con un'insana passione per Piero Angela. La Paciarotta ci insegnò come utilizzare il microscopio elettronico, come essiccare i fiori per l'erbario e ci impose di leggere tutti i libri di Lorenz.
Mi trovai così a sfogliare le pagine usurate della copia de L'anello di Re Salomone, presa in prestito dalla biblioteca comunale, subito dopo la colazione e la sigaretta mattutina. Fù così che, grazie all'ochetta Martina, mi venne voglia di adottare un volatile.
Ricordo ancora Limoncino, il mio canarino giallo, od il suo successore Arancino, il mio canarino arancio, per non parlare di Cip, il cinguettatore folle delle notti d'estate. Tutti periti in circostanze misteriose dopo pochi mesi dall'acquisto. Piansi giorni per tutti i miei amici pennuti e solo leggere delle taccole di Lorenz mi salvò da una buia e profonda depressione. Sempre la mattina, dopo il caffé e prima del pullman diretto a scuola.

Ho cercato di iniziare anche il mio docile compagno alla lettura di Lorenz, per meglio comprendere il comportamento dei nostri amici animali, ma, per ora, sono riuscita solo ad insegnargli come utilizzare l'aspirapolvere (grazie agli insegnamenti contenuti nel saggio E l'uomo incontrò il cane).
Devo però dire che ancora oggi apprezzo Lorenz sulla tazza, con la mia gattina Priscilla che mi cammina dietro la schiena cercando di capire da dove arrivano quei puzzolenti effluvi.

martedì 3 aprile 2012

Una canzone di merda può cambiarti l'umore di una giornata ipoteticamente uggiosa

["Ghem bisogn de l'acqua!" ripete da giorni Madre. E continuerà così finchè finalmente dal cielo non cadranno goccioloni grandi come uno sputo di un hooligan.]

Sono nata in aprile, poco prima del disastro di Chernobyl, poco dopo l'esplosione di Jovanotti. Quando ero piccola, molto più piccola di mia sorella, ero una fan di Jovanotti. Fortunatamente in famiglia non avevamo una videocamera, altrimenti non sarei qui a raccontarvi così a cuor leggero di quando saltavo sul tavolo della cucina, col cappellino al contrario, per ballare "Gimme Five".

Anche io andavo all'oratorio. Brutti ricordi di suore che si addormentavano durante il catechismo con il mento poggiato sul bastone da passeggio e racket delle caramelle. Degli insegnamenti della Bibbia ricordo poco. Forse, solo che il mio preferito era Abramo.
Nella mia prossima vita, vorrei tanto rinascere Abramo.

Da giovane ero una punk. Roba che, se ci ripenso, mi vien voglia di nascondere la testa sotto al cuscino del divano ma evito solo perchè ho paura di trovare ancora i fiori della lavanda che Priscilla mi ha sparso per casa un paio di settimane fa. Roba che, se ci ripenso, mi vien la Tremarella.
Oooh-Oooh.

Smisi di fare la punk poco prima di compromettere irrimediabilmente la mia reputazione.
Sdraiarsi a terra durante un concerto di Van Des Sfroos a meno di 200 metri da casa durante una serata mediamente alcoolica rientrava decisamente nel piano "diventare una persona responsabile e possibilmente un'igienista dentale".

Una vacanza a Parigi può trasformare una relazione instabile in qualcosa di meglio.
In pantaloni felpati sporchi di silicone bianco da lavare, in serate sul divano guardando l'Isola dei Famosi e ricordi del pain au chocolat del bar in fianco alla Gare de Lyon.

domenica 1 aprile 2012

Carta Igienica #1- Intimità

Le 100 migliori letture da bagno. Di oggi, domani e probabilmente di sempre. Libri pochi, riviste tante, quotidiani mai perché sono la cosa più scomoda sul wc dopo Dolores O'Riordan che vi canta le sue canzoni in braccio.

Intimità

Ammetto che la passione per la lettura sulla tazza mi è stata trasmessa da mia Madre.
Quando ero poco più che adolescente la mia vita era un'eterna lotta per il bagno. Quello che io e Madre condividevamo era sempre occupato dalla mia genitrice che, per ore, leggeva i suoi giornali preferiti, inclusa la rivista Intimità.
In quel periodo, mia Madre e la mia nonna materna -con gli ultimi scampoli di lucidità prima dei deliri alzheimeriani che la portarono da lì a qualche anno a preferire le bucce dei mandarini a qualsiasi altra pietanza le venisse messa nel piatto- si alternavano di settimana in settimana nell'acquisto del periodico edito da Quadratum.
Mi ricordo che, sempre in quel periodo di stitichezza forzata, spesso deridevo mia Madre ogni volta che chiedeva all'edicolante la sua copia di tale settimanale.
Mi chiedevo cosa potesse trovarci in quelle storie da due pagine o poco più che raccontavano di amori mai finiti, amori mai dimenticati e amori scongelati. Sorridevo ogni volta che leggevo la posta del cuore e le risposte della grafologa. Morivo dentro ogni volta che Madre cercava di propinarci le ricette un po' agée delle ultime pagine.
Poi, un bel giorno, un po' per noia e un po' per curiosità, mi sono messa comoda con i pantaloni alle caviglie ed ho afferrato la copia di Intimità dal portariviste del bagno (sì, quello tra il Wc ed il bidet). Ho divorato le Storie di Vita Vera, pensato di contattare l'architetto per consigliarmi come ristrutturare casa, preparare della trota salmonata per la domenica successiva e disegnato dei cuoricini in fianco alle foto degli animali più carini inviate da altri lettori.
Il tutto in quei fisiologici dieci minuti che mi richiedono le mie funzioni corporali.
Da quel giorno, ogni volta che frequento per piacere o per necessità il bagno diventato ormai solo di mia Madre, non posso non afferrare l'ultima copia di Intimità dal portariviste color crema e sognare di poter anche io, un giorno o l'altro, leggere la risposta alle mie lettere di Rita Dalla Chiesa.

martedì 27 marzo 2012

Dobbiamo riempire questi mini-stampini

Spesso mi rileggo. Post, tweet, email. Ed anche gli appunti dell'università.
A volte mi vergogno delle mie passate creazioni (potrei parlarvi per ore dei miei magnifici disegni molto poco anatomici infilati qua e là tra gli appunti di Anatomia Generale, ma non ho così tante ore da dedicarvi) ed altre volte, invece, mi compiaccio di come sia riuscita in passato ad accostare parole per comporre frasi di senso compiuto.
Non è da tutti.

Potrei scrivere un libro.
Le idee, di certo, non mi mancano.
La grammatica lascia un po' a desiderare, ma esistono i correttori di bozze. Diamine, dovranno pur guadagnarselo lo stipendio, no?
Potrei ispirarmi alla mia vita, come altri già fecero, e raccontare di come sono diventata quella che sono. Perché sì, io sono interessante, più dei Menù di Benedetta, dei ciclidi e della storia della peste messi inisieme.

Sì, scriverò un libro.
Ma, siccome sonto ottimista quanto un ebreo in un lager (Anna Frank esclusa), ho deciso di volare basso e di inaugurare la nuova rubrica di questo spassosissimo blog dalla quale verrà sicuramente tratto un best seller e successivamente un film bello ma di discreto successo con Joseph Gordon Levitt.


Carta Igienica

Le 100 migliori letture da bagno. Di oggi, domani e probabilmente di sempre. Libri pochi, riviste tante, quotidiani mai perché sono la cosa più scomoda sul wc dopo Dolores O'Riordan che vi canta le sue canzoni in braccio.

martedì 13 marzo 2012

It's more than a feeling

Sai come mi sento?

Come quando il tuo fidanzatino dell'asilo si è nascosto sotto la cattedra della maestra durante la ricreazione per regalare a quella ragazzina, bionda e più giovane di te di ben cinque mesi di lentiggini, l'anello chupa chups che qualche giorno prima tu gli avevi donato come segno della tua completa devozione nei suoi confronti. Il ricordo delle guanciotte lentigginose di quella zoccoletta che te l'ha portato via ti
tormenta ancora oggi e solo il pensiero di lei che si urina nel grembiulino a scacchi rosa e bianchi qualche settimana dopo il tradimento riesce a farti sentire meglio.

O tipo la sera del tuo ottavo compleanno, quando hai ricevuto solo il cavallo nero di Barbie invece della magione da straricca completa di Jacuzzi ed auto di lusso per la tua compagna di giochi preferita. La tua Barbie ha fatto per anni la cavallerizza senzatetto e ogni volta che incroci una bimbetta che stringe felice la scatola con la sua nuova casa di Barbie nella corsia di un ipermercato la delusione cocente di quella sera si rifà viva, più di un'afta, più di un herpes.

O come nel momento in cui hai scoperto che la tua professoressa preferita delle elementari -quella che ti insegnava matematica e scienze, quella che ti ha fatto scorrazzare per boschi durante la primavera del 1995 per raccogliere fiori da inserire nell'erbario di classe- non ricambiava la tua ammirazione ma, anzi, aveva un occhio di riguardo solo per quel tuo allampanato compagno di classe dalla fronte alta. Da quel
preciso istante hai odiato la matematica ed hai rifiutato la scienza. Ed ancora oggi butti il sale subito dopo averi riempito la pentola con l'acqua per la pasta senza aspettare il bollore.

E' così che mi sento.

Ogni volta che ricevo una tua mail con la tua parcella da pagare in allegato.
Ogni volta che, dopo averti inviato la ricevuta del bonifico, non rispondi.
Commercialista di merda.
 

venerdì 9 marzo 2012

Priscilla 67:81

Le sue manifestazioni sono evidenti.
Come potrebbe non esserci negli occhietti ancora azzurri di quel gattino (scopertosi poi gattina) che ti miagolava in braccio in un uggioso pomeriggio autunnale?
Gli occhietti di quella che poi è diventata Priscilla (sì, il nome deriva proprio da quel film che tutti noi abbiamo visto ed apprezzato) sono diventati poi color oliva e sulle sue timorose zampette sono cresciuti degli artigli che farebbero invidia a Capitan Uncino.
Ma Lui c'è.
Anche quando la bella Priscilla cerca di addentarti un dito scambiandolo per una fetta del prosciutto di Praga di cui è particolarmente ghiotta.
O quando lei, mentre tu sei seduta sul Wc a liberarti l'anima, ti salta sulle gambe causandoti un'escoriazione lungo la coscia.
O quando ti stai facendo il bidet con il sangue che ti zampilla dalla gamba e lei, sempre la simpatica Priscilla, ti si arrampica sul sedere er vedere cosa diavolo stai facendo seduta su quello strano oggetto ceramico.
Tu imprechi ma sai che, in fondo, Lui c'è.
Nella corsa laterale di Priscilla che ti tende un agguato da sotto al divano.
Nelle sue derapate sul piatto doccia mentre ti stai liberando dei peli superflui.
Nel suo fingersi morta dopo che le hai messo il guinzaglio per trascinartela dietro.
Nei suoi graffi sulle tende e nei suoi morsi stampati sulle veneziane in alluminio.
Ma come potrebbe non esserci in quello splendido ed altrettanto fastidioso esserino che alle 05.45 di questa mattina ha iniziato a miagolare come se non ci fosse un oggi?


Gattini. Ovvero come risollevare le sorti di un blog decadente con un pubblico demente.

domenica 26 febbraio 2012

Tieni il tempo

Ero una giovane di belle speranze.
Brava a scuola, sveglia, bionda, grandi occhi grigi e con un discreto senso dell'umorismo.*
Non so quando, nè come, queste speranze (evidentemente mal riposte) sono andate a farsi benedire.
Prima ascoltavo musica ricercata, quel rock che diventa un po' indie e un po' festa della birra. Ora non vado oltre il repertorio di Cristiano Malgioglio e Miguel Bosé (Miguel io ti amo).
La mia mostruosa memoria, che prima sfruttavo al meglio immagazzinando nozioni, concetti e tutte quelle cose che ti trasformano in una secchiona, ora mi serve solo per ricordare cosa comprare al supermercato o quali abiti della mia graziosa dolce metà infilare nel borsone per un weekend.
La mia professionalità viene minata ogni volta che un mio studente scrive la parola "colluttorio" su una cartella.
L'indipendenza che tanto desideravo a quindici anni si é tramutata in una cesta della biancheria zeppa di mutande della mia sempre adorabile dolce metà ed in un cassetto delle posate sporco di cacao che la mia sempre più dolce metà ha distribuito per casa nel tentativo di prepararmi una torta.
Non volevo figli. Ora, invece, ho una piccola creatura a cui badare. Una gattina sociopatica feticista di mani e piedi. E delle tende, del divano, dei fili elettrici, del bidet e del topo Ikea che ha scambiato per sua madre.
Volevo diventare ricca ed ancora oggi lo voglio, ma solo per comprarmi il Folletto ed il robot da cucina della Kenwood. Ah, sì e lo stendibiancheria della Foppapedretti.
Prima sfogliavo Chi con la supponenza di chi disprezza le soubrette in abiti succinti. Ora, invece, aspetto il mercoledì per leggere la fantastica rubrica di Carlo Rossella.
Sì, prima ero una persona meglio. Ma, a conti fatti sto meglio così, con la Parodi in sottofondo, Priscilla che miagola per avere del prosciutto di Praga e un fidanzato con il colesterolo alto (sei il mio Little Tony con pochi capelli!).

*La descrizione potrebbe -parafrasando Danilo da Fiumicino- essere quella di una ragazza figa figa o cesso cesso. E chi mi conosce lo sa, non son più carabiniere.

venerdì 17 febbraio 2012

I blogger di successo pubblicano tre post a settimana

Mi si richiede a gran voce un nuovo post.
Certo, chi mi osanna é colui che la notte, mentre io cerco di riposare beata dopo un'estenuante giornata di lavoro passata a sopportare le paturnie di gente che non finge nemmeno di lavarsi i denti (probabilmente perché impegnata a guardarsi le repliche del Festival di Sanremo in onda tutte le sere su RaiUno), mi frega lo scaldino con i piedi arpionandomi con le unghie le caviglie con una nonchalance degna di un'ippopotamo in coda alla posta di Osnago, ridente località in provincia di Lecco, famosa per aver dato i natali a Francesco Mandelli, che salutiamo in quanto fedele lettore di questo blog.
La persona di cui vi parlo è la stessa di cui tesso (Gelisio, ahahahaha, che ridere) le lodi da quando avevo un blog su Splinder e con cui condivido il bidet da un po'. Ed a questo giovane uomo, che mi chiama in preda al panico se non rispondo ad un sms, vorrei dire tante belle parole.
Tipo che gli voglio bene quasi quanto al mio nuovo maglione Ralph Lauren pagato come una mutanda di H&M nella cara Svizzera, famosa per aver dato i natali al formaggio Emmenthal, che saluto in quanto lettore assiduo di questo blog.
O anche che, nonostante la crescente calvizie, continuerò a fare cose zozze con lui (sempre che la gatta smetta di miagolare in momenti poco opportuni o che non ci sia una replica di Case da Incubo su Sky).
O magari che, nonostante il suo livello di colesterolo ai limiti dell'infarto miocardico, continuerò a cucinargli deliziosi arancini di riso. Solo non oggi, non domani e nemmeno dopo. Forse per Pasqua.
Ma so che queste non sono le cose che Lui, più donna di Malgioglio e più virile di Carmen Russo, vuole vedermi scrivere.
Lui vorrebbe sentirsi apprezzato, come un uomo che monta orgoglioso delle veneziane storte o che lava il filtro della lavastoviglie una volta al mese. Ed é per questo che, come segno della mia stima nei suoi confronti, vi propongo una delle sue barzellette.

"Cosa fanno tante dune nel deserto? Un'Adunata!"

Sto con te nonostante il tuo senso dell'umorismo. Apprezza il gesto.

Dedicated to...

Gli scandali a Sanremo sono più tristi dei tifosi dell'Inter. Ma di un bel pezzo.
Più ci penso più mi é difficile trovare qualcosa di altrettanto triste.
Forse la morte di Whitney Houston ormai devastata da droghe e da quelle cose che fanno le persone famose.
Ma no. Sanremo é peggio.
Peggio di una signora anziana che passeggia per il cimitero salutando le lapidi come se le larve che vivono lì sotto potessero sentire i suoi ossequi.
Peggio.
Forse l'unica cosa triste quanto Sanremo é l'ex ragazza del tuo fidanzato che, dopo averlo saputo impegnato con te da qualche settimana, tenta di approcciarlo su Msn e di rivederlo con la scusa di farsi prendere un libro in una biblioteca della provincia di Bergamo. Non sapendo che la conversazione la stavate leggendo sia tu che il tuo ragazzo.
Sì, questo é triste abbastanza.
Solo un po' meno del profilo su Twitter della ex ragazza del tuo fidanzato.

giovedì 9 febbraio 2012

Paolo 12:18

Lui c'é.
Anche se in certi giorni te ne dimentichi. Sono i giorni in cui ti chiedi il perché di tanta sofferenza e non ti spieghi per quale motivo Lui abbia deciso di infilggere tanto dolore all'umanità. Vorresti partire per l'Africa, buttarti da un aereo con un paracadute fucsia, urlare, ballare e rendere il mondo un posto migliore. Poi ti ricordi di avere un Nuvenia zuppo nelle mutande e ti convinci che passare la giornata sdraiata sul divano con la Parodi in sottofondo non é poi così male. Il mondo lo salverai quando la Benedetta smetterà di friggere le barrette di cioccolato in pastella.
Lui é con la tua adorabile dolce metà che cerca di cucinarti la cena migliore di sempre. Tu sei andata al lavoro nonostante la neve e lui ha passato la giornata a cercare la ricetta degli spaghettini scotti al burro.
Lui veglia su di te anche mentre cerchi di non rimettere quegli spaghetti preparati con amore dal tuo compagno. Hanno un vago retrogusto di sciroppo per la tosse, ma cerchi di non pensarci troppo e deglutisci senza masticare.
Il Signore non ti abbandona. Nemmeno quando la Fiat Punto Albania (che, sempre quel cretino che ti sei scelta come fidanzato, si ostina a chiamare John John) dedide di non ripartire dopo due giorni di gelo e neve. C'é nel sale antighiaccio che hai comprato e sparso per la corte in cui abiti. Lo vendono in tutti i migliori supermercati a poco più di 3 euro per 10 kg di sale.
Qualcuno lo dica ai romani.

Lui non c'era nel vecchio blog di Vivamerlin e non c'è nei post di Vivamerlin rimasterizzati da Ventiseitre.

lunedì 30 gennaio 2012

Ciao Splinder

Il 31 gennaio 2012 Splinder, la prima piattaforma italiana di blog hosting, chiuderà i battenti dopo mesi di lenta e angosciante agonia che ha portato molti utenti alla pazzia. Apostolozeno è stato visto vagare per la Rinascente di Piazza Duomo a Milano. Deadinauglyway ha iniziato ad indossare le mutande sulla testa ed a guardare le repliche della Parodi. Lario3, invece, ha iniziato a fare la pipì nel Lario.
Ma tralasciamo per un momento questi casi disperati e torniamo alla chiusura di Splinder.
Molti utenti si sono trasferiti su altre piattaforme. Altrettanti si sono iscritti a Twitter, dimenticandosi immediatamente dell'astio che fino a venti minuti prima avevano dei confronti del microblogging.*
Tanti, per non perdere lettori, hanno creato una pagina su Facebook per pubblicizzare il nuovo url del vecchio blog.
Io mi sono salvata i vecchi post ed ho riaperto un nuovo blog. Inutile, forse anche più del precedente.
I miei vecchi post verranno custoditi gelosamente dal mio hard disk e saranno ricordati con gioia dai miei affezionati lettori che li porteranno sempre nel cuore e nelle arterie, Tipo il colesterolo per Little Tony.
E la stessa cosa farò io: nel mio cuore e nella mia mente, oltre ad un bel po' di brie, conserverò il ricordo dei migliori post mai pubblicati su Splinder. Ma, dato che ho familiarità per l'Alzheimer, credo sia giusto farne una copia carbone per me e per tutti coloro che, nei momenti di sconforto, ritroveranno la serenità con il Meglio di Splinder.


Per ricordare lei, l'Ochetta sulla rastrelliera, regina dei commenti nonsense e gran pezzo di sgnaccolona. Ci mancheranno i suoi post intrinsi di erotismo ed umorismo.

Ho faticato non poco per ritrovare un suo scritto ma, per fortuna, il Ventiseitre ne aveva conservati un paio.


Il bel Erosramaz con il suo blog Sogno1984 si farà rimpiangere per quegli accostamenti epilettici di colori e per i contenuti socialmente rilevanti.



La prima volta che visitai il blog di Vivamerlin, saltò il contatore in casa. Poi ho risolto infilandomi, come lei insegnava, dell'aglio in ogni orifizio corporeo. E' solo grazie a lei che ora non ho una vita sociale e sono diventata una professionista dell'igiene orale.



L'inserimento del prossimo post ne Il Meglio di Splinder è stato piuttosto combattuto.
Ma hey, un posto d'onore all'Alikea vuoi non darlo?


Prima si parlava dell'Ochetta, giusto? Ora si parla della mia dolce metà, l'ormai calvo Deadinauglyway che, prima di innamorarsi follemente della sottoscritta e di intestarmi tutti i suoi beni, covava una segreta attrazione per l'Ochetta come si evince da questo suo post.


Come concludere degnamente questo post?
Forse con il miglior commento mai pubblicato su Splinder.
Così scrisse l'Alikea quando le facemmo intendere che tra me e Deadinauglyway c'era del tenero.

 

Cosa avrà voluto dire?

venerdì 13 gennaio 2012

Mai fidarsi di un'igienista dentale

Mi viene annunciato telefonicamente da una cara collega che, nel 2012, i crediti ECM saranno obbligatori per colpa o merito del governo Tecnico.
Mai fidarsi di un'igienista dentale.

Lunedì mattina, Priscilla -la nostra gattina di quattro mesi, ha pensato bene di arrampicarsi sui pensili della cucina. Per convincerla a scendere ho dovuto sfoderare le mie abilità da mediatrice e sventolarle davanti al muso un pacco da 800 grammi dei suoi croccantini preferiti. Croccantici che, ovviamente non le ho dato quando ha posato le sue zampette a terra.

Qualche giorno fa, Madre mi ha chiesto di aiutarla a liberare gli armadietti di uno dei bagni di casa dai prodotti che ormai giacciono inutilizzati da un bel po'. Prima di iniziare le operazioni di sgombero mi ha però intimato con fermezza:
"Mi raccomando, non buttare via anche le cose ancora utilizzabili!".
Credo sia scontato dirvi che ora i pensili e gli armadietti di quel bagno sono praticamente vuoti.

Mi capita spesso di visitare pazienti con una discreta igiene orale. Giusto un filo di tartaro sulla zona linguale del gruppo frontale mandibolare. E, quasi sempre, a questi poveretti che mi ritrovo tra le grinfie faccio la paternale sul brushing, flossing e li faccio sentire come dei poveri zozzoni che non si lavano i denti.
Oltre a me, quasi tutti i miei colleghi utilizzano la stessa tecnica con i loro pazienti.
C'è chi la chiama rinforzo negativo. Io preferisco sadismo.

Mai fidarsi di un'igienista dentale.