domenica 26 febbraio 2012

Tieni il tempo

Ero una giovane di belle speranze.
Brava a scuola, sveglia, bionda, grandi occhi grigi e con un discreto senso dell'umorismo.*
Non so quando, nè come, queste speranze (evidentemente mal riposte) sono andate a farsi benedire.
Prima ascoltavo musica ricercata, quel rock che diventa un po' indie e un po' festa della birra. Ora non vado oltre il repertorio di Cristiano Malgioglio e Miguel Bosé (Miguel io ti amo).
La mia mostruosa memoria, che prima sfruttavo al meglio immagazzinando nozioni, concetti e tutte quelle cose che ti trasformano in una secchiona, ora mi serve solo per ricordare cosa comprare al supermercato o quali abiti della mia graziosa dolce metà infilare nel borsone per un weekend.
La mia professionalità viene minata ogni volta che un mio studente scrive la parola "colluttorio" su una cartella.
L'indipendenza che tanto desideravo a quindici anni si é tramutata in una cesta della biancheria zeppa di mutande della mia sempre adorabile dolce metà ed in un cassetto delle posate sporco di cacao che la mia sempre più dolce metà ha distribuito per casa nel tentativo di prepararmi una torta.
Non volevo figli. Ora, invece, ho una piccola creatura a cui badare. Una gattina sociopatica feticista di mani e piedi. E delle tende, del divano, dei fili elettrici, del bidet e del topo Ikea che ha scambiato per sua madre.
Volevo diventare ricca ed ancora oggi lo voglio, ma solo per comprarmi il Folletto ed il robot da cucina della Kenwood. Ah, sì e lo stendibiancheria della Foppapedretti.
Prima sfogliavo Chi con la supponenza di chi disprezza le soubrette in abiti succinti. Ora, invece, aspetto il mercoledì per leggere la fantastica rubrica di Carlo Rossella.
Sì, prima ero una persona meglio. Ma, a conti fatti sto meglio così, con la Parodi in sottofondo, Priscilla che miagola per avere del prosciutto di Praga e un fidanzato con il colesterolo alto (sei il mio Little Tony con pochi capelli!).

*La descrizione potrebbe -parafrasando Danilo da Fiumicino- essere quella di una ragazza figa figa o cesso cesso. E chi mi conosce lo sa, non son più carabiniere.

venerdì 17 febbraio 2012

I blogger di successo pubblicano tre post a settimana

Mi si richiede a gran voce un nuovo post.
Certo, chi mi osanna é colui che la notte, mentre io cerco di riposare beata dopo un'estenuante giornata di lavoro passata a sopportare le paturnie di gente che non finge nemmeno di lavarsi i denti (probabilmente perché impegnata a guardarsi le repliche del Festival di Sanremo in onda tutte le sere su RaiUno), mi frega lo scaldino con i piedi arpionandomi con le unghie le caviglie con una nonchalance degna di un'ippopotamo in coda alla posta di Osnago, ridente località in provincia di Lecco, famosa per aver dato i natali a Francesco Mandelli, che salutiamo in quanto fedele lettore di questo blog.
La persona di cui vi parlo è la stessa di cui tesso (Gelisio, ahahahaha, che ridere) le lodi da quando avevo un blog su Splinder e con cui condivido il bidet da un po'. Ed a questo giovane uomo, che mi chiama in preda al panico se non rispondo ad un sms, vorrei dire tante belle parole.
Tipo che gli voglio bene quasi quanto al mio nuovo maglione Ralph Lauren pagato come una mutanda di H&M nella cara Svizzera, famosa per aver dato i natali al formaggio Emmenthal, che saluto in quanto lettore assiduo di questo blog.
O anche che, nonostante la crescente calvizie, continuerò a fare cose zozze con lui (sempre che la gatta smetta di miagolare in momenti poco opportuni o che non ci sia una replica di Case da Incubo su Sky).
O magari che, nonostante il suo livello di colesterolo ai limiti dell'infarto miocardico, continuerò a cucinargli deliziosi arancini di riso. Solo non oggi, non domani e nemmeno dopo. Forse per Pasqua.
Ma so che queste non sono le cose che Lui, più donna di Malgioglio e più virile di Carmen Russo, vuole vedermi scrivere.
Lui vorrebbe sentirsi apprezzato, come un uomo che monta orgoglioso delle veneziane storte o che lava il filtro della lavastoviglie una volta al mese. Ed é per questo che, come segno della mia stima nei suoi confronti, vi propongo una delle sue barzellette.

"Cosa fanno tante dune nel deserto? Un'Adunata!"

Sto con te nonostante il tuo senso dell'umorismo. Apprezza il gesto.

Dedicated to...

Gli scandali a Sanremo sono più tristi dei tifosi dell'Inter. Ma di un bel pezzo.
Più ci penso più mi é difficile trovare qualcosa di altrettanto triste.
Forse la morte di Whitney Houston ormai devastata da droghe e da quelle cose che fanno le persone famose.
Ma no. Sanremo é peggio.
Peggio di una signora anziana che passeggia per il cimitero salutando le lapidi come se le larve che vivono lì sotto potessero sentire i suoi ossequi.
Peggio.
Forse l'unica cosa triste quanto Sanremo é l'ex ragazza del tuo fidanzato che, dopo averlo saputo impegnato con te da qualche settimana, tenta di approcciarlo su Msn e di rivederlo con la scusa di farsi prendere un libro in una biblioteca della provincia di Bergamo. Non sapendo che la conversazione la stavate leggendo sia tu che il tuo ragazzo.
Sì, questo é triste abbastanza.
Solo un po' meno del profilo su Twitter della ex ragazza del tuo fidanzato.

giovedì 9 febbraio 2012

Paolo 12:18

Lui c'é.
Anche se in certi giorni te ne dimentichi. Sono i giorni in cui ti chiedi il perché di tanta sofferenza e non ti spieghi per quale motivo Lui abbia deciso di infilggere tanto dolore all'umanità. Vorresti partire per l'Africa, buttarti da un aereo con un paracadute fucsia, urlare, ballare e rendere il mondo un posto migliore. Poi ti ricordi di avere un Nuvenia zuppo nelle mutande e ti convinci che passare la giornata sdraiata sul divano con la Parodi in sottofondo non é poi così male. Il mondo lo salverai quando la Benedetta smetterà di friggere le barrette di cioccolato in pastella.
Lui é con la tua adorabile dolce metà che cerca di cucinarti la cena migliore di sempre. Tu sei andata al lavoro nonostante la neve e lui ha passato la giornata a cercare la ricetta degli spaghettini scotti al burro.
Lui veglia su di te anche mentre cerchi di non rimettere quegli spaghetti preparati con amore dal tuo compagno. Hanno un vago retrogusto di sciroppo per la tosse, ma cerchi di non pensarci troppo e deglutisci senza masticare.
Il Signore non ti abbandona. Nemmeno quando la Fiat Punto Albania (che, sempre quel cretino che ti sei scelta come fidanzato, si ostina a chiamare John John) dedide di non ripartire dopo due giorni di gelo e neve. C'é nel sale antighiaccio che hai comprato e sparso per la corte in cui abiti. Lo vendono in tutti i migliori supermercati a poco più di 3 euro per 10 kg di sale.
Qualcuno lo dica ai romani.

Lui non c'era nel vecchio blog di Vivamerlin e non c'è nei post di Vivamerlin rimasterizzati da Ventiseitre.