martedì 27 marzo 2012

Dobbiamo riempire questi mini-stampini

Spesso mi rileggo. Post, tweet, email. Ed anche gli appunti dell'università.
A volte mi vergogno delle mie passate creazioni (potrei parlarvi per ore dei miei magnifici disegni molto poco anatomici infilati qua e là tra gli appunti di Anatomia Generale, ma non ho così tante ore da dedicarvi) ed altre volte, invece, mi compiaccio di come sia riuscita in passato ad accostare parole per comporre frasi di senso compiuto.
Non è da tutti.

Potrei scrivere un libro.
Le idee, di certo, non mi mancano.
La grammatica lascia un po' a desiderare, ma esistono i correttori di bozze. Diamine, dovranno pur guadagnarselo lo stipendio, no?
Potrei ispirarmi alla mia vita, come altri già fecero, e raccontare di come sono diventata quella che sono. Perché sì, io sono interessante, più dei Menù di Benedetta, dei ciclidi e della storia della peste messi inisieme.

Sì, scriverò un libro.
Ma, siccome sonto ottimista quanto un ebreo in un lager (Anna Frank esclusa), ho deciso di volare basso e di inaugurare la nuova rubrica di questo spassosissimo blog dalla quale verrà sicuramente tratto un best seller e successivamente un film bello ma di discreto successo con Joseph Gordon Levitt.


Carta Igienica

Le 100 migliori letture da bagno. Di oggi, domani e probabilmente di sempre. Libri pochi, riviste tante, quotidiani mai perché sono la cosa più scomoda sul wc dopo Dolores O'Riordan che vi canta le sue canzoni in braccio.

martedì 13 marzo 2012

It's more than a feeling

Sai come mi sento?

Come quando il tuo fidanzatino dell'asilo si è nascosto sotto la cattedra della maestra durante la ricreazione per regalare a quella ragazzina, bionda e più giovane di te di ben cinque mesi di lentiggini, l'anello chupa chups che qualche giorno prima tu gli avevi donato come segno della tua completa devozione nei suoi confronti. Il ricordo delle guanciotte lentigginose di quella zoccoletta che te l'ha portato via ti
tormenta ancora oggi e solo il pensiero di lei che si urina nel grembiulino a scacchi rosa e bianchi qualche settimana dopo il tradimento riesce a farti sentire meglio.

O tipo la sera del tuo ottavo compleanno, quando hai ricevuto solo il cavallo nero di Barbie invece della magione da straricca completa di Jacuzzi ed auto di lusso per la tua compagna di giochi preferita. La tua Barbie ha fatto per anni la cavallerizza senzatetto e ogni volta che incroci una bimbetta che stringe felice la scatola con la sua nuova casa di Barbie nella corsia di un ipermercato la delusione cocente di quella sera si rifà viva, più di un'afta, più di un herpes.

O come nel momento in cui hai scoperto che la tua professoressa preferita delle elementari -quella che ti insegnava matematica e scienze, quella che ti ha fatto scorrazzare per boschi durante la primavera del 1995 per raccogliere fiori da inserire nell'erbario di classe- non ricambiava la tua ammirazione ma, anzi, aveva un occhio di riguardo solo per quel tuo allampanato compagno di classe dalla fronte alta. Da quel
preciso istante hai odiato la matematica ed hai rifiutato la scienza. Ed ancora oggi butti il sale subito dopo averi riempito la pentola con l'acqua per la pasta senza aspettare il bollore.

E' così che mi sento.

Ogni volta che ricevo una tua mail con la tua parcella da pagare in allegato.
Ogni volta che, dopo averti inviato la ricevuta del bonifico, non rispondi.
Commercialista di merda.
 

venerdì 9 marzo 2012

Priscilla 67:81

Le sue manifestazioni sono evidenti.
Come potrebbe non esserci negli occhietti ancora azzurri di quel gattino (scopertosi poi gattina) che ti miagolava in braccio in un uggioso pomeriggio autunnale?
Gli occhietti di quella che poi è diventata Priscilla (sì, il nome deriva proprio da quel film che tutti noi abbiamo visto ed apprezzato) sono diventati poi color oliva e sulle sue timorose zampette sono cresciuti degli artigli che farebbero invidia a Capitan Uncino.
Ma Lui c'è.
Anche quando la bella Priscilla cerca di addentarti un dito scambiandolo per una fetta del prosciutto di Praga di cui è particolarmente ghiotta.
O quando lei, mentre tu sei seduta sul Wc a liberarti l'anima, ti salta sulle gambe causandoti un'escoriazione lungo la coscia.
O quando ti stai facendo il bidet con il sangue che ti zampilla dalla gamba e lei, sempre la simpatica Priscilla, ti si arrampica sul sedere er vedere cosa diavolo stai facendo seduta su quello strano oggetto ceramico.
Tu imprechi ma sai che, in fondo, Lui c'è.
Nella corsa laterale di Priscilla che ti tende un agguato da sotto al divano.
Nelle sue derapate sul piatto doccia mentre ti stai liberando dei peli superflui.
Nel suo fingersi morta dopo che le hai messo il guinzaglio per trascinartela dietro.
Nei suoi graffi sulle tende e nei suoi morsi stampati sulle veneziane in alluminio.
Ma come potrebbe non esserci in quello splendido ed altrettanto fastidioso esserino che alle 05.45 di questa mattina ha iniziato a miagolare come se non ci fosse un oggi?


Gattini. Ovvero come risollevare le sorti di un blog decadente con un pubblico demente.