venerdì 25 maggio 2012

Ossiuri 64:88

Non l'avrai tra i preferiti di WhatsApp, ma Lui c'é.
Nell'aria che respiri, nelle graminacee che t'intasano le vie respiratorie e nella primavera che oggi c'é e domani forse é meglio rintanarsi all'Ikea (ndr con i suoceri).
C'é nei silenzi del tuo fidanzato che, provato dalle innumerevoli allergie (esclusi olmo e candida), ti concede tregua dalle sue petulanti paranoie e dai suoi interessantissimi racconti sulle sue giornate lavorative. Amore é anche saper fingere di ascoltare, ma questa é un'altra storia.
C'é nella piccola sala d'attesa della stazione ferroviaria locale, stipata da poveretti che, proprio come te, attendono invano un treno per Bergamo che probabilmente non arriverà mai causa guasto ad un convoglio precedente. Pioveva a dirotto ed il treno. molto probabilmente, aveva le gomme usurate.
C'é anche in quelle sere in cui decidi goderti il divano, con una coperta addosso e una tazza di the. In quelle sere in cui nulla potrebbe guastare quel clima di pacata beatitudine che ti sei creata, tranne forse il tuo fidanzato che, un po' ipocondriaco e un po' esibizionista, decide di mostrarti il suo sedere dopo che una tua collega vi ha raccontato che i suoi figli potrebbero avere di parassiti intestinali.
Lui c'é. Nei momenti in cui ne hai bisogno, ma anche quando potresti farne a meno.
Come le raccomandazioni di una madre, il bidet e l'assistenza del 187.

sabato 12 maggio 2012

I'm a loser baby, so why don't you kill me?

Se non fosse sabato sera, se non fossi quasi completamente al buio, con la sola luce del portatile che mi illumina la tastiera giusto quel poco per intuire le lettere stampate sui tasti, se non fossi talmente accaldata da pensare seriamente di radermi la testa a zero, se la mia gatta non si sdraiasse a terra continuamente implorandomi con lo sguardo di porgerle la mano sul pancino (per poi mordermi), se non fossi turbata dalla vista dell'unghia nera del dito del piede del mio fidanzato, se non fossi venuta a sapere questa sera della scomparsa della moglie di un mio compagno d'università, se non stessi cercando consigli su forum di giardinaggio come coltivare le fragole in vaso e se la batteria del mio notebook non fosse praticamente quasi scarica probabilmente avrei scritto un post.

giovedì 3 maggio 2012

Bohemian Like You

Quando ero all'asilo, la mia massima aspirazione nella vita era fare la parrucchiera. Forse per i troppi lusinghieri complimenti ricevuti dalle mie amichette per le assurde acconciature che usavo imbastire sulle teste delle mie Barbie, o forse perchè segretamente ammiravo la signora di mezza età del parrucchiere del mio bucolico paese che mi tagliava i capelli attenendosi alla lettera alle mie indicazioni.
I risultati di quegli anni bui pesarono non poco sulle finanze dei miei genitori che dovettero comprarmi una ventina di Barbie (dopo i frequenti lavaggi, i loro capelli si infeltrivano quasi quanto i capelli di Afroman) e pagare la signora che mi acconciava come un fungo. E no, non vedrete mai mie foto perchè, tra cinque o forse dieci anni potrei vergognarmente tanto da pensare di bruciare la casa dei miei genitori in cui sono custoditi i miei album di fotografie.

Alle elementari cambiai idea e decisi che, da grande, avrei fatto l'archeologa dimenticandonomi che qualche anno prima, quando mi portarono al cinema a vedere Indiana Jones e l'ultima crociata, costrinsi la mia famiglia ad uscire dal cinema di Arcore con pianti, urla stranzianti e, probabilmente, turpiloquio mistico. Certo, feci la stessa scena davanti alla proiezione di Un poliziotto a quattro zampe in un cinema all'aperto durante le consuete vacanze al mare nella ridente e simpatica Liguria.
E colgo l'occasione per salutare tutti i cari amici liguri che seguono questo blog. Vorrei riuscire a volervi bene.
Ma torniamo alla mia passione per l'archeologia ed al tema che scrissi in quinta elementare nel quale parlavo della mia volontà di scoprire resti di mammut in Liguria. Ricordo ancora la votazione ma, soprattutto, il commento della maestra Grazia che mi incoraggiava ad intraprendere la professione di becchino dei dinosauri con la frase : "Ti auguro veramente di riuscirci!".

Sono passati quasi quindici anni dal mio esame di quinta elementare che mi vide indiscussa protagonista con la mia tesina sulla Germania (anche se avrei tanto voluto parlare della solare Liguria) e ora sono una professionista dell'igiene orale. Ma, quello che vorrei fare realmente nella vita è riuscire a bere un bicchiere di Martini bianco senza rischiare stramazzare a terra vomitando la bresaola che ho mangiato per cena.