martedì 12 giugno 2012

E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...

Ricordo le domeniche passate all'oratorio, divise tra la Suora Superiora dormiente durante l'ora del catchismo e le partite a Palla Quattro Basi (la versione trucida del baseball americano).
Ricordo quando Madre mi dava quelle tanto sospirate duemila lire, un capitale per una bambina di otto anni. Con duecentocinquanta lire potevi comprarti i chupa chups di Beverly Hills -quelli rossi con la cicca all'interno e la scritta "Non hai vinto" sull'involucro. Il ghiacciolo veniva cinquecento lire, compreso quello viola, il più raro ed agognato con il suo sapore indefinibile di, beh, ghiacciolo viola. Le cicche rosa con le figurine dei calciatori venivano cento lire l'una. Erano talmente dure e nauseabonde che, se non ci fossero state le figurine dei fratelli Filippini con la maglia del Brescia, oggi avrei un sacco di soldi. L'album, nonostante i soldi spesi e gli scambi con i compagni di scuola, non l'ho mai finito. Però lo custodisco ancora tra i libri ed il diario dei ricordi disegnato dai miei compagni di quando andavo alle elementari. Le lattine di Coca-Cola, se non sbaglio, costavano mille lire. Così come gran parte dei gelati, Cremino e Biscotto inclusi. Per il Calippo, invece, bastavano ottocento lire.
Le caramelle sfuse, una manna per i dentisti, variavano dalle cento lire dei ciucci alla colla, fino ad arrivare alle duecento dei mega marshmallow rosa e bianchi. Per un periodo fui assoldata come bartender dell'oratorio femminile: facevo la spavada dietro al bancone con le scatole trasparenti delle caramelle e mi sentivo importante nel dover badare ai soldi. Ma, la cosa che più mi gratificava, era la gestione delle palle - Super Tele e non- da distribuire alle mie coetanee per giocare a Palla Prigioniera o a Pallavolo (la versione soft di Mila e Shiro).
La domenica sera, quando rientravo a casa, e dopo aver raccontato ai miei genitori delle mie scorribande all'oratorio, mi sedevo sul pavimento della mia stanzetta e contavo i soldi avanzati dalla giornata trasferendoli dal mio portamonete da polso blu al mio portafoglio in alcantara verde. Ovviamente senza mai dimenticarmi di aggiornare l'estratto conto dei risparmi scritto con la mia SuperB blu su un foglietto azzurro che tenevo ripiegato in una delle tasche interne del mio portafoglio in alcantara verde.Con quei soldi mi comprai Barbie Sirenetta, che per qualche anno fece compagnia a Barbie Senza Collo, Barbie Snodata con la peste bubbonica, Barbie Lesbicona e Barbie Paraplegica con le ginocchia perennemente piegate.
Ricordo ancora vividamente quelle domeniche all'oratorio, dopo quasi quindici anni. Ma, diamine, non riesco a ricordarmi cosa cazzo ho fatto domenica scorsa.

19 commenti:

  1. dilettante, quando avevo io otto anni, il ghiacciolo al bar dell'oratorio costava duecento lire.

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    1. ma sia, io ci facevo anche la cresta...

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  2. Io mettevo tutto nel salvadanaio a forma di pinguino. Però a dir la verità non mi ricordo come ho usato quei soldi. Cosa che continuo a fare anche coi miei risparmi attuali.

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    1. e sono i soldi spesi meglio.
      quelli che mancano quando devi pagare la bolletta dell'Idrolario.

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  3. Dilettante anche LaNoisette: ricordo ghiaccioli a 100 lire e lecca lecca da 50.
    Lasciamo perdere l'argomento "soldi" perché ero tirchia anche da piccola.

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    1. io sono una tirchia pentita.
      me lo dicono anche all'Idrolario.

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  4. Dai : io ricordo il ghiacciolo a 15, di lire, la coppa del nonno a 80/100, i coni da una pallina a 30/50 lire. Le bustine Panini a 10 lire, ele gomme tris+1 sempre a 10; andando a scuola con 50 lirette ti veniva il panino e la scatolina di Nutella...
    Beh, si, le figurine erano quelle del campionato '66/'67, ecco...
    Che dite, sono vecchio ?

    Anonimo SQ

    PS ricordo di aver comprato le prime caramelle andando all'asilo con le monete da 1, 2 e 5 lire.

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    1. ma è tutto vero quello che raccontano sulle guerre puniche?

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  5. Da me all'oratorio non avevano nè caramelle nè gelati. Non c'erao nemmeno i palloni.
    Difatti nessuno andava all'oratorio.
    Comunque c'avevi un'etica del risparmio che insomma, potresti candidarti alle elezioni in Grecia.

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    1. in grecia avrei poco seguito.
      sono troppo poco pelosa.

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  6. All'oratorio io facevo lo scherzone della parte calda del biliardino. È incredibile quanta gente ci sia cascata.

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    1. parte calda del biliardino?
      eri un piromane?

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  7. La memoria a breve termine è un lusso per chi si ammazza di canne.
    E anche per te, a quanto pare.
    Quando ero piccolo io esisteva il baratto. Prendevo le caramelle dal panificio in cambio di due ceffoni da parte del panettiere quando mi sgamava.
    Tempi semplici.

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    1. e io che t'immaginavo scambiare due figurine di Maradona per un galletto...

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  8. anch'io all' oratorio non avevo caramelle né gelati. In che razza di oratori andavate?


    apostoloprete

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  9. qua non c'era manco l'oratorio.
    vi frego tutti.

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    1. specchio riflesso.
      non gioco più.

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  10. Le coca-cole frizzanti ai miei tempi venivano 25 lire l'una...

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