venerdì 27 luglio 2012

"Se il mondo finirà davvero a dicembre 2012, almeno sarò sposata!"

Avrei un sacco di cose da raccontarvi.
Del tipo che, dopo un'ormai collaudata convivenza fatta di reciproca sopportazione (più mia, a dire il vero) ed una collezione di tazze sempre più importante ed ingombrante (l'obiettivo di oggi sono le tazze verdi shabby chic viste alla Fillegno), io e la mia diciamo simpatica metà stiamo facendo il passo più lungo della gamba e cercando casa.
Da comprare. Mutuo. Ahah, che ridere.
Ma non scendiamo nei dettagli  perchè non è carino prendere in giro i disabili, soprattutto quelli che lavorano per Tecnocasa ed abusano dei termini "locale jolly" e "classe energetica".
La ricerca è ancora lunga e per noi, ormai abili speculatori immobiliari forgiati da anni ed anni di programmi con Paola Marella, la compravendita di immobili non ha più segreti. Siamo scaltri come faine, furbi come volpi e abili conoscitori della trama di Dawson's Creek.
Quindi, come diceva la Victoria Cabello ai tempi di Select, stay tuned che ne vedrete delle belle. E magari anche un po' porche.

lunedì 9 luglio 2012

Io ero Johnny Marr

Ai miei tempi, l'oratorio feriale costava 40000 alla settimana. Si finiva la scuola e, dopo un solo weekend, si doveva andare all'oratorio. Nel prezzo erano inclusi due ghiaccioli a settimana (il martedì ed il giovedì) ed i cappellini dozzinali blu, verdi, gialli e rossi, proprio come i colori delle squadre in cui ci dividevano il primo giorno. Io finivo sempre nella squadra più scarsa.
Le gite, due in piscina e due solitamente in montagna, erano escluse.
Ho tanti ricordi di quel periodo. La bambina che indossava solo le magliette con la faccia Aaron Carter.
L'animatrice con la foto di Samuele Bersani nel portafoglio.
La ragazza che raccoglieva gli stecchini dei ghiaccioli per costruirci delle casette.
I giochi di squadra sotto il sole cocente.
I tramezzini di pane bianco e sottiletta che mi portavo nello zainetto bordeaux durante le gite. E le cipster. La mia dieta era alquanto discutibile, lo so.
I corsi di ricamo ed i tornei di biliardino durante le giornate uggiose.
La caccia al tesoro, sempre palesemente truccata, dell'ultimo giorno di oratorio feriale per le strade del paese.
Tutti ricordi affiorati dopo aver intravisto dei ragazzi rinchiusi nell'oratorio costretti a giocare nel cortile di cemento con dell'improponibile musica dance anni novanta in sottofondo.

Io detestavo l'oratorio feriale. Odiavo i giochi di squadra, il sole mi faceva sanguinare il naso, i cappellini mi andavano sempre larghi e non beccavo mai il ghiacciolo viola. Ed ero sempre nella squadra più scarsa.