giovedì 28 luglio 2016

Binge Watching- Band of Brothers

Eccoci di nuovo qui, miei cari, con la vostra rubrica preferita di questo blog (nonchè l'unica rubrica di questo blog, se non fosse per quell'esperimento malriuscito di "Carta Igienica", iniziato dal cesso e finito nel cesso) che vi terrà compagnia ancora per un bel po'. O almeno così dicono.

L'estate è arrivata e, se non fosse per la prospettiva della mia imminente partenza per la Bretagna, viste le temperature mi sotterrerei volentieri in un bunker.
Possibilmente in uno di quei bei bunker tedeschi che abbiamo visitato lo scorso anno disseminati per tutta la Normandia e che al solo pensiero mi viene il magone... ma hey non stiamo parlando delle mie vacanze!!

Parlavamo di Normandia, giusto? Terra di formaggio che ostruisce le vostre arterie anche solo con il suo profumo, di scogliere impervie e mozzafiato e luogo dove si è tenuta una delle battaglie chiave per la risoluzione del secondo conflitto mondiale.

In Normandia è stata girata nel 2001 la serie di cui vi parlerò oggi e che, insieme a Gilmore Girls, è la serie che ho rivisto più volte. Ma non stiamo parlando di Kirk che sbarca al Pointe du Hoc ma bensì di Band of Brothers, serie ambientata durante il periodo della seconda guerra mondiale e che narra le vicende della Compagnia Easy del 2º Battaglione, 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista, 101ª Divisione Aviotrasportata dell'esercito degli Stati Uniti (ciao Wikipedia, bentornata tra noi) a partire dall'addestramento fino alla conquista del Nido dell'Acquila ed alla fine del conflitto.



Ricordo ancora la prima volta in cui vidi Band of Brothers: era una tarda domenica sera e casualmente finii su Rete4 in cerca di una valida alternativa al Sandrone Piccini ed al suo Controcampo (o era Mino Taveri? O Fabio Ravezzani? Chi può dirlo?). Vidi il bel faccione del simpatico Ross (David Schwimmer) bistrattare un gruppo di militari ed imporgli il "Currahee!"* dopo un lauto pasto ricco di carboidrati.
Ora, chi mi conosce lo sa, io ho una sorta di "ossesione" per la Seconda Guerra Mondiale e quindi ovviamente rimasi incollata alla tv, noncurante del fatto che il giorno successivo mi sarei dovuta alzare alle 6.30 per andare a scuola. E, chi mi conosce sa anche che non son più carabiniere.
Feci più o meno a stessa cosa per tutte le puntate successive, con la sola differenza che le successive le registrai su Vhs.

Per gli standard dell'epoca la produzione del duo Steven Spielberg e Tom Hanks era notevole. Una serie talmente realistica da sembrare agghiacciante. Non si può non entrare in empatia con i vari personaggi pur sapendo di non riuscire a comprendere cosa possano aver provato.
Band of Brothers è probabilmente la serie più bella che io abbia mai visto e che consiglierei a chiunque di vedere. Inclusi voi, luridi amici di Elio Corno.

Uno dei personaggi principali, Richard D. Winters, è interpretato dal pel di carota Damien Lewis (per il quale nel mio cuore c'è sempre un Orsetto Ricchione pronto ad applaudire alla sua vista) ma nella serie recitano altri attori più o meno noti come il già citato David Schwimmer, Michael Cudlitz (Abraham Ford in The Walking Dead), Scott Grimes (il simpaticissimo dottor Morris di E.R.), Michael Fassbender, Tom Hardy, Colin Hanks, Simon Pegg (senza Nick Frost), Ron Livingston (senza Carrie Bradshaw) e sicuramente altri dei quali non ricordo il nome come quello che faceva parte dei New Kids on The Block (non giudicatemi, li ascoltava mia sorella**).

Negli anni, come ho già detto, ho rivisto diverse volte Band of Brothers anche perchè uno dei primi regali che mi fece il Deadinauglyway fu proprio il cofanetto della serie, ormai consumato (e sul quale la mia gatta ha anche vomitato,.. ma vi ho mai parlato dei miei gatti?!). Ovviamente negli anni ho coinvolto anche lui con questa ossessione.
Ci sto riuscendo anche con Gilmore Girls, ma anche questa è un'altra storia.

Voto: 10 gattini su 10


* Non sapete cosa sia il "Currahee!"? Andate a vederevi Band of Brothers.
** Anche volendo, ero un po' troppo giovane per apprezzarli. All'epoca. Step by step, oooooh baby, gonna get to you, giiiiirl!

venerdì 22 luglio 2016

Binge Watching- Vikings

Ho da poco varcato la soglia dei trent'anni e, nonostante i dolori cervicali che mi subentrano dopo trentasei minuti passati davanti ad un qualsiasi computer*, il web e l'internet occupano ancora una buona parte del mio tempo libero. Ovvio, non passo più il tempo a spammare su Splinder per qualche visualizzazione in più ed il mio utilizzo dei social networks consiste sostanzialmente nel pubblicare su Instagram foto dei miei gatti e dei miei fiori.
E ancora dei miei gatti.
E dei miei fiori.
E avete visto che abbiamo un nuovo barbecue?!

Comunque, dicevamo?! Ah sì, ho trent'anni e siccome sono vecchia non uso i social networks ma guardo un sacco di serie televisive (e non) sdraiata sul mio divano pieno di peli di gatto con la nostra smart tv.
Vi ho già detto che ho dei gatti e che potete trovare le loro foto su Instagram?!
Quindi, siccome la libertà di opinione non è un'opinione -o almeno così dicono- mi sento in diritto, o meglio, in dovere di consigliarvi delle belle cose da vedere dato che anche voi, miei cari lettori, oramai siete ad un passo dalla casa di riposo ed in più Uomini&Donne è in pausa estiva e quindi al pomeriggio il personale che bada a voi non ha idea di cosa farvi vedere sulla vostra vecchia tv a tubo catodico con videoregistratore incorporato.

Dopo tutta questa lunghissima introduzione, per la quale ho perso fin troppo tempo che avrei potuto utilizzare per mettere foto dei miei gatti su Instagram, eccoci arrivati allo scopo di questo post, ovvero presentarvi una nuova rubrica di questo blog:
la Top N (il numero lo deciderò alla fine, ovvero quando misarò stufata di scrivere su questo argomento) delle Serie Tv -e non- consgliate da Funku (illustrissima personalità di internet e pubblicatrice di foto di gatti su Instagram).
Vi prometto un post a settimana ma, realisticamente parlando, probabilmente ne arriverà uno a semestre.

https://www.youtube.com/watch?v=9YEyuRlSieg


La prima serie di questa nuova serie (oh, che bulona!) è Vikings, una produzione canadese trasmessa da History a partire dal 2013 e tutt'ora in corso. In Italia- stando a quanto dice Wikipedia, è stata trasmessa su Rai4 e su TIMVision.
Ci siamo (Io e quell'altro che sta seduto con me alla sera sul divano... insieme ai miei gatti, star indiscusse di Instagram) avvicinati a questa serie in quanto amanti delle serie storiche (Io), in cerca di un'alternativa a Game of Thrones in pausa fino al prossimo aprile (Io) e per guardarci dei bonazzi con nomi da mobili per dispensa Ikea e donne con facce da cavallo.
La storia è incentrata sulla vita, morte (o preseunta tale.. spoiler di merda) e miracoli (nel vero e proprio senso del termine) di Ragnarr Loðbrók,  un re vikingo del quale si narrano le leggendarie gesta vissuto nella seconda metà del IX secolo.Ragnar ci viene presentato come un fattore dedito alla vita campestre ma con ben altre aspirazioni: il baldo uomo vorrebbe salpare con delle navi vichinghe alla conquista delle terre dell'ovest, in particolar modo in direzione Inghilterra.
Per aiutarvi a focalizzare l'ambientazione della serie vi basta immaginare che all'epoca non c'era l'Unione Europea e quindi spostarsi tra una nazione e l'altra era una menata stratosferica, un sacco di documenti, niente mercato libero e gli inglesi erano pure poco ospitali... nulla a che vedere con la situazione attual... ehm... tipo ora, per intenderci.
La fotografia ed i colori scelti dai vari registi aiutano molto a far comprendere l'asprezza delle terre del nord ed il desiderio del bel Ragnar per un posto migliore per lui e per la sua famiglia. L'interprete principale è Travis Fimmel, attore australiano a me noto per questo video di Jennifer Lopez.
L'espressività del caro Fimmel è di poco maggiore rispetto a quella del Kit Harington (Jon Tristezza Di Quinto Snow) ma, vista la prestanza fisica, gliela si può perdonare. Nota di merito per altri due interpreti: Floki/Gustaf Skarsgård, il peluches che tutti vorrebbero avere sul proprio comodino come prima cosa da vedere appena aperti gli occhi alla mattina e Athelstan/George Blagden, il monaco cristiano prima schiavo e poi amico e confidente di Ragnar, che poi diveterà Luigi XIV, il Re Sole (ma questa, miei cari, è un'altra storia...).

Da vedere, possibilmente anche con il doppiaggio di Maurizio Merluzzo che vi porterà sempre a sperare di vedere prima o poi un frullatore in mano a Ragnar Loðbrók.

Voto: 7 gattini su 10



* Ah, beata gioventù....

** Avrebbero dovuto chiamarla "Fikings". Ah-ah-ah.

Grazie per il commento.
Ciao :-D

lunedì 4 luglio 2016

Orlando

La scorsa settimana, o forse anche di più, in quello che era il mio giorno libero -tendenzialmente dedicato ad attività puramente goliardiche quali togliere i peli dei miei gatti dai divani o leggere le e-mail del nostro vicino di casa che minaccia di imporci il suo ricalcolo dei millesimi (secondo il quale lui vive in un tugurio di 50 centimetri quadri e tutto il resto del condominio in dimore di charme da 475 metri quadri)- mi è arrivata una strana notifica nella mia casella di posta elettronica che mi informava del tentativo di intrusione in un'altra mia -inserisci qui un sinonimo di e-mail a tuo piacimento, io sono troppo pigra per cercarlo- in disuso dal lontano 2010.
Nel leggere questa spaventosa notifica mi sono subito allarmata al solo pensiero di un cattivissimo pirata informatico che voleva rubare tutti i miei preziosissimi segreti per venderli al mercato nero dell'ortufrutta di Viareggio e quindi ho immediatamente interrotto i miei passatempi preferiti per fiondarmi di corsa sul sito Hotmail.com per accertarmi di non essere stata violata.
Appena effettuato il log-in la situazione si è rivelata essere più agghiacciante del previsto: il Lupin del Deep Web aveva cercato di inserire la password sbagliata per tre tentativi consecutivi utilizzando un programma evolutissimo chiamato Digitoacazzodicane ma, fortunatamente, il furbissimo sistema di protezione Microsoft era riuscito a bloccarlo durante questa sua impresa. Tiro quindi un sospiro di sollievo, ritiro la denuncia fatta alla polizia postale, finisco di pulire i divani perchè nel frattempo i miei gatti hanno deciso di darsi alla lotta greco-romana in salotto e mi metto subito a spulciare le migliaia (leggi 53) di e-mail che avrebbero potuto interessare al Robin Hood dell'Internet cercando la motivazione per questo atto di insana follia.
Sapete cosa ho dedotto dopo ore ed ore (leggi cinque minuti, giusto il tempo di scegliere se mettere in infusione un Dammann Frères Darjeeling o un Kusmi Prince Vladimir) di indagini alla Horatio Caine?! Quell'aspirante Renato Rinino del web voleva rubarmi questo introvabile e rarissimo articolo su Di Quinto Rocco!



Ebbene sì, amici miei.
Volevano rubarmi il tesoro più prezioso che posseggo e del quale ho anche una copia cartacea chiusa in cassaforte (sapete, abitando in una dimora di charme io ho ovviamente anche una cassaforte)... o altrimenti volevano solo farsi i cazzi miei e vedere le foto del mio attuale fidanzato con i capelli o trovare l'indirizzo corretto del profilo Linkedin di Ventiseitre (a tal proposito, vi sconsiglio di cercarlo, potrebbe rendervi molisani al primo sguardo).
In ogni caso: tanta tristezza.