lunedì 4 luglio 2016

Orlando

La scorsa settimana, o forse anche di più, in quello che era il mio giorno libero -tendenzialmente dedicato ad attività puramente goliardiche quali togliere i peli dei miei gatti dai divani o leggere le e-mail del nostro vicino di casa che minaccia di imporci il suo ricalcolo dei millesimi (secondo il quale lui vive in un tugurio di 50 centimetri quadri e tutto il resto del condominio in dimore di charme da 475 metri quadri)- mi è arrivata una strana notifica nella mia casella di posta elettronica che mi informava del tentativo di intrusione in un'altra mia -inserisci qui un sinonimo di e-mail a tuo piacimento, io sono troppo pigra per cercarlo- in disuso dal lontano 2010.
Nel leggere questa spaventosa notifica mi sono subito allarmata al solo pensiero di un cattivissimo pirata informatico che voleva rubare tutti i miei preziosissimi segreti per venderli al mercato nero dell'ortufrutta di Viareggio e quindi ho immediatamente interrotto i miei passatempi preferiti per fiondarmi di corsa sul sito Hotmail.com per accertarmi di non essere stata violata.
Appena effettuato il log-in la situazione si è rivelata essere più agghiacciante del previsto: il Lupin del Deep Web aveva cercato di inserire la password sbagliata per tre tentativi consecutivi utilizzando un programma evolutissimo chiamato Digitoacazzodicane ma, fortunatamente, il furbissimo sistema di protezione Microsoft era riuscito a bloccarlo durante questa sua impresa. Tiro quindi un sospiro di sollievo, ritiro la denuncia fatta alla polizia postale, finisco di pulire i divani perchè nel frattempo i miei gatti hanno deciso di darsi alla lotta greco-romana in salotto e mi metto subito a spulciare le migliaia (leggi 53) di e-mail che avrebbero potuto interessare al Robin Hood dell'Internet cercando la motivazione per questo atto di insana follia.
Sapete cosa ho dedotto dopo ore ed ore (leggi cinque minuti, giusto il tempo di scegliere se mettere in infusione un Dammann Frères Darjeeling o un Kusmi Prince Vladimir) di indagini alla Horatio Caine?! Quell'aspirante Renato Rinino del web voleva rubarmi questo introvabile e rarissimo articolo su Di Quinto Rocco!



Ebbene sì, amici miei.
Volevano rubarmi il tesoro più prezioso che posseggo e del quale ho anche una copia cartacea chiusa in cassaforte (sapete, abitando in una dimora di charme io ho ovviamente anche una cassaforte)... o altrimenti volevano solo farsi i cazzi miei e vedere le foto del mio attuale fidanzato con i capelli o trovare l'indirizzo corretto del profilo Linkedin di Ventiseitre (a tal proposito, vi sconsiglio di cercarlo, potrebbe rendervi molisani al primo sguardo).
In ogni caso: tanta tristezza.



2 commenti:

  1. Ha sbagliato la password tre volte perché ha le mani palmate

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  2. Dai. Uno dei miei due lettori potrebbe offendersi e decidere di non visitare più questa pagina.

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