domenica 21 agosto 2016

L’estathe sta finendo

E’ quasi finita l’estate, l’estathe è finito del tutto ed è tempo di tirare le somme in testa al vicino di casa rumoroso ed il suo cane (che chiamare cane è un po’ esagerato, avendo le dimensioni della nostra tartaruga/ governatore/ imperatore/ Gesù).
Come tutti voi ben sapete (e chi non lo sapesse ora lo saprà) io e la mia compagna/proprietaria del blog che state leggendo/Gesù non amiamo le classiche vacanze Sole, mare e spiaggia.

(Per questo, il 31 di Luglio, ci siamo diretti verso la Bretagna, dove abbiamo trovato Sole, mare e spiagge!)

Ma questo non vuole essere un diario di viaggio delle nostre vacanze appena trascorse (se così fosse, scriverei sul blog di Turisti per Caso, o sul forum di TripAdvisor, o sui muri dei bagni della stazione di Carnate Usmate. No, questo è più che altro un confronto tra popoli. Un vademecum (o vadetecum, o vaderetrum satanum!) riguardante le caratteristiche che solo vivendo possono essere scoperte (come cantava Nino D’Angelo, famoso cantante con la N. Tenetelo a mente per nomi, cose, città ecc.

           Le abitudini culinarie: 
Come tutti voi ben sapete (perché siete scaltri e colti, oltre che coltri e scarni e un po’scogli) la dieta mediterranea (e quindi la nostra) è la più varia al mondo. Pranziamo tra le 12.00 e le 14.00 e ceniamo tra le 19.00 e le 21.00.
In Francia è semplice sentirsi a proprio agio. La cucina è altrettanto varia, gli orari sono più o meno gli stessi. Ma con il burro ed il formaggio. Tonnellate di burro e Salmonate di formaggio (AH AH AH per chi la capisce, stima per chi non la capisce). Ad ogni viaggio in Francia posso udire distintamente le telefonate del mio colesterolo che invita i parenti.
In Germania/Austria (che da ora chiameremo Cruccolandia) invece, le cose si fanno un po’ più complicate. Si mangia ad orari strani (non è raro infatti sentire un buon profumino di KRAUTI e KARTOFFEN alle 16.00 e ci si interroga chiedendosi “Staranno pranzando oppure cenando?”. E invece si erano solo tolti i calzini.
La varietà di pietanze è un po’meno accentuata. Nei ristoranti il menù si compone di tre categorie: la carta dei vini e delle bevande, la carta delle patate e la carta delle salsicce. 
Ho pensato ad uno slogan: “Costipati per scelta”. Devo solo pensare a come venderglielo.

             La lingua:
In Italia siamo abituati a strafalcioni e storpiature, dialetti e accenti. Ma difficilmente non riusciamo a farci capire dal nostro interlocutore, straniero o sordo che sia.
In Francia la lingua è ABBASTANZA simile alla nostra. Hanno probabilmente meno dialetti dei nostri e, sebbene abbiano fama di essere un popolo poco accogliente, vi stupiranno cercando di mettervi a proprio agio parlando uno strano inglese, facendo versi, scrivendo o indicando. In quasi tutti i musei, inoltre, troverete didascalie e spiegazioni in lingua inglese, e spesso anche tedesca, italiana, russa, giapponese ed esperanto.
In Cruccolandia invece, riassumerei la situazione con una frase, semplice e significativa. “Se non capisci sono cazzi tuoi”. Parlano in modo incomprensibile, utilizzando parole lunghe chilometri per semplici concetti tipo “KARTOFFENMITSCHULLGZZINGGTERSCHWEINSTEGIER” che significa “patate lesse”.  Non azzardatevi a chiedere se possono tradurre una frase appena pronunciata in inglese. Vi guarderanno da capo a piedi, immaginandovi con un cappio al collo e un branco di lupi che vi mangiano i piedi, e ripeteranno la stessa identica frase sempre e solo in tedesco, ma un po’ più scocciati.

             Le strade:
In Italia siamo famosi per le colonne. Le code sulla Salerno-Reggio Calabria, le code al Brennero (ne so qualcosa io che per tornare da Cruccolandia ho impiegato quello che mi è sembrato un secolo, o la durata del film “Lanterne Rosse”).
In  Francia invece, in particolari nelle regioni del nord, non incrocerete anima viva. Vi capiterà di percorrere centinaia di chilometri alla ricerca di una toilette senza incrociare neppure una macchina, dispersi nella prateria francese e lontano dalla civiltà (e da un benzinaio).
La sera, inoltre, vi sembrerà di essere entrati in un film dell’orrore. Luci rosse che sembrano Ufo, neppure un lampione per centinaia di chilometri (sempre quelli) e pochissime persone.
Forse per risparmiare sulla corrente, forse per evitare che una razza aliena possa localizzarli, inoltre, le case fuori dalle grandi città sono tutte buie. 
In Cruccolandia, invece, di code ne farete poche. Traffico intenso, questo si. Gente che suona ad ogni occasione, sorpassando a destra e sinistra e pure in centro città. Ma poche code.
Per questo i crucchi amano venire in Italia. Prenotano campeggi sul Garda solo per poter mettersi in coda al casello. Fingono che non funzioni la carta di credito per poi farsi selfie con la fila di auto che loro stessi hanno creato. Scelgono le strade più trafficate cercandole appositamente sui siti web di riferimento per poter poi raccontare agli amici di aver fatto tre giorni al lago e quattro in coda. 

Ma se questo non bastasse a farvi pensare che i Crucchi sono una razza inferiore che meriterebbe di essere deportata, ricordatevi dei sottintesi e non citati calzini bianchi con i sandali, e rimpiangerete le Silver dei Gabber e le espadrillas.

PS. Mi scuso in anticipo se ho urtato la sensibilità di qualcuno. Non dovete preoccuparvi, presto sarete accontentati e vi svelerò chi tra Giapponesi e Spagnoli è più stupido, ma non dovete avere fretta!

Albo Registri Suini Riproduttori Ibridi

La mia dedizione a questo blog vi lascia esterefatti, lo so.
Ben due post in un mese possono farmi entrare di diritto nella categoria dei blogger più prolifici di tutta la zona del Lario.

A mia discolpa posso solo dirvi che siamo da poco rientrati dalle ferie (due, se avessimo fatto un solo viaggio avrei dovuto scrivere "feria" come mi suggerisce il mio correttore di bozze bergamasco) passate in Bretagna ed in Austria.
Avrei tante cose da raccontarvi ma hey, per chi mi avete presa?
Pensate davvero che mi importi più di questo blog che delle lavatrici arretrate?
E proprio perchè io sono impegnata nell'arduo compito di disinfestare i nostri abiti dalla sabbia bretone e dal puzzo di crauti e patate ho deciso che da oggi questo blog avrà anche un altro autore che mi sosterrà nel compito di scrivere male cose con poco senso e che non fanno ridere nessuno.

Date il benvenuto al mio carissimo fidanzato Deadinauglyway, meglio noto come il distruttore di cozze.
Perchè questo è un blog di merda e tale deve restare.


PS. Stiamo aspettando conferma della collaborazione del Merdone (meglio noto come Apostolozeno) e siamo pronti a vagliare ulteriori proposte.
Vivamerlin, se ci sei batti un colpo.